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La riforma del merito nella PA introduce un tetto del 30% ai punteggi apicali e premi di eccellenza per il 6% dei dipendenti

Cos’è successo
L'Aula del Senato ha approvato in via definitiva questa settimana il ddl sul merito nella PA, con 86 voti favorevoli e 59 contrari. Il provvedimento arriva al traguardo a un anno esatto dall'approvazione in Consiglio dei ministri, e senza modifiche di rilievo rispetto al testo portato a Palazzo Chigi dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo il 30 giugno 2025. Il ministro ha rivendicato la portata culturale della riforma, sottolineando come non si tratti soltanto di nuove regole, ma di un approccio che riconosce il merito, premia i risultati e offre opportunità di crescita.
Il disegno di legge interviene su oltre 123 mila unità organizzative in cui sono articolate le circa 10 mila amministrazioni pubbliche italiane. Il testo pone un tetto del 30% ai punteggi apicali attribuibili in ciascun ufficio per categoria o qualifica, con un eventuale bonus annuale delle eccellenze non superiore al 20% delle valutazioni apicali, ossia al massimo al 6% dei dipendenti complessivi. Il provvedimento introduce inoltre un percorso di sviluppo di carriera che consentirà l'accesso alla dirigenza senza concorso pubblico: potranno accedervi i funzionari con cinque anni di anzianità nel ruolo o i quadri con due anni di esperienza tra le "elevate qualificazioni", attraverso una valutazione comparativa dei titoli e prove scritte e orali. Il primo incarico sarà al massimo triennale e rinnovabile una volta, con la valutazione affidata a una commissione formata da quattro dirigenti interni, due esperti esterni e un presidente proveniente da un'altra amministrazione. La riforma richiede l'adozione di sei decreti attuativi entro l'anno per disciplinare sistemi di valutazione, percorsi di carriera e regolamento della Scuola nazionale dell'amministrazione, con l'obiettivo di avere l'intero quadro normativo in vigore dal 1° gennaio 2027.
Perché conta
- La riforma nasce anche in risposta ai rilievi sollevati dalla Corte dei conti nella delibera 62/2024, che aveva evidenziato come nei ministeri il 92% dei dipendenti risultasse valutato come eccellente, con il conseguente riconoscimento dei premi individuali più elevati.
Adesso
- L'attuazione della riforma passerà attraverso l'adozione di sei decreti attuativi, con l'obiettivo di rendere operativo l'intero quadro normativo dal 1° gennaio 2027.