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La Polonia produrrà 64 Patriot americani in casa, gli Usa fino a ora non l'avevano mai permesso a nessun alleato Nato

Cos’è successo
Gli Stati Uniti hanno dato l’approvazione preliminare per la produzione nazionale in Polonia dei missili PAC-3 (versione più avanzata del sistema Patriot). Fino a pochi mesi fa gli Stati Uniti si rifiutavano di trasferire questa tecnologia sensibile anche ai più stretti alleati Nato.
La Polonia, che ha già ordinato 64 lanciatori (8 sistemi completi), diventerà così produttore a pieno titolo di uno dei sistemi di difesa aerea più critici dell’Alleanza - oltre ad Himars ed Hellfire. Parallelamente, Regno Unito e Polonia hanno firmato a Londra un trattato di difesa e sicurezza (Northolt Treaty) che prevede la co-produzione di un nuovo missile di difesa aerea a medio raggio di nuova generazione, oltre a collaborazione su sviluppo di munizioni sofisticate, esercitazioni congiunte e rafforzamento della resilienza del fianco orientale.
Perché conta
Il contesto è chiaro: mentre gli USA riducono presenza aerea/navale e di fuoco in profondità in Europa, stanno accelerando il trasferimento tecnologico agli alleati più affidabili (Polonia in testa) per rafforzare produzione locale e resilienza europea. Queste due mosse rappresentano una delle più significative concessioni tecnologiche occidentali degli ultimi anni: gli Usa trasferiscono produzione Pac-3 e il Regno Unito avvia co-produzione di missili next-gen con la Polonia.
- La Polonia diventa rapidamente un hub industriale della difesa sul fianco orientale, con capacità produttiva significativa, centinaia di posti di lavoro high-tech e tempi di rifornimento drasticamente ridotti in caso di crisi. Parallelamente, Varsavia acquista crescente influenza politica sia all'interno delle frizioni tra le due sponde dell'Atlantico che all'interno delle differenze all'interno dell'Europa.
- La produzione di missili è uno dei punti deboli dei Paesi occidentali che non riescono, per varie ragioni, a sostenere ritmi di produzione adeguati per un eventuale conflitto ad alta intensità. I due accordi contribuiscono ad alleviare il problema.
Adesso
- I due accordi creano un precedente che altri Paesi potrebbero cercare di seguire. Bisogna però capire quanta volontà c'è, in Europa, di creare non solo stabilimenti produttivi (con posti di lavoro collegati) ma anche di spendere in munizioni (un costo);
- Più analisti (tra cui quelli del Cnas di Washington) propongono, da tempo, questo tipo di accordi per aumentare le capacità produttive missilistiche che, come ricorda un recente studio (del Rusi di Londra) rappresentano la principale vulnerabilità della NATO. Bisogna però vedere se la teoria e la pratica si incontrano o se questi accordi incontreranno difficoltà impreviste;
- Se da una parte questi accordi rafforzano la capacità di deterrenza Euroatlantica, dall'altra, è evidente, creano frizioni, antipatie e competizione tra vari Paesi europei che potrebbero riverberarsi su altri capitoli o temi.