News & BusinessCAMBIAMENTO DEMOGRAFICO
La nuova faglia macroeconomica: divergenza demografica e crescita
Cosa è successo?
Il Transition Report 2025–26 – Brave Old World della European Bank for Reconstruction and Development mostra che la demografia è diventata la principale linea di frattura macroeconomica globale. In Europa emergente, il calo della fertilità e l’invecchiamento ridurranno la crescita annua del PIL pro capite di circa 0,36 punti percentuali tra il 2024 e il 2050, con l’impatto più forte concentrato nei prossimi vent’anni. In Asia Centrale e nel Mediterraneo meridionale e orientale (SEMED) esiste ancora un premio demografico, ma temporaneo: la fertilità sta crollando più rapidamente che nelle transizioni storiche OECD, trasformando il dividendo in freno già dopo metà secolo. Solo l’Africa subsahariana conserva un potenziale dividendo significativo (+0,37 pp annui fino al 2050), ma condizionato alla capacità di creare posti di lavoro e assorbire grandi flussi di forza lavoro.
Perché è importante?
Il mondo non sta “invecchiando” in modo uniforme: si sta frammentando in tre regimi demografici con problemi opposti. Le economie anziane affrontano una contrazione irreversibile dell’offerta di lavoro; quelle giovani corrono contro il tempo prima che inizi il loro stesso invecchiamento. La migrazione potrebbe compensare, ma i numeri sono politicamente difficili: servirebbero afflussi netti superiori all’1% della popolazione annua in molti Paesi europei.
E adesso?
L’insight strutturale è netto: la demografia non è più un fattore ciclico, ma un vincolo permanente alla crescita. La sfida globale non è fermare l’invecchiamento, ma riallocare lavoro, capitale e opportunità tra regimi demografici diversi prima che le finestre temporali si chiudano.