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La guerra nel Golfo ha causato tra i 300 e i 1.000 miliardi di dollari di danni infrastrutturali all'Iran

Cos’è successo
La guerra tra Stati Uniti e Israele, da una parte, e Iran dall'altra è stata relativamente breve (meno di due mesi) ma estremamente costosa. Gli Usa hanno condotto centinaia di attacchi aerei e missilistici, mentre l’Iran ha risposto con oltre 1.200 missili balistici e migliaia di droni. Il cessate il fuoco di aprile ha congelato le operazioni militari, ma tra il costo degli assetti impiegati, le perdite subite e gli effetti economici, il conflitto è costato diverse migliaia di miliardi di dollari.
I costi diretti: gli Stati Uniti hanno speso tra tra 30 e 35 miliardi di dollari totali per i missili impiegati: 1.100 JASSM-ER, più di 1.000 Tomahawk, oltre 1.200 Patriot e centinaia di altri missili, a cui si sommano altri costi quali componenti, riparazione e manutenzione o carburanti. Il costo per l'Iran, in termini di piattaforme militari impiegate, varia invece tra 1,1 e 6,6 miliardi di dollari, molto più basso grazie a munizioni a basso costo.
Il costo delle perdite: l'Iran ha subito 3.000-6.000 vittime militari, a cui si aggiungono 15.000-26.500 feriti, e danni infrastrutturali stimati tra 300 e 1.000 miliardi di dollari; gli Stati Uniti hanno subito 15 morti, 538 feriti, danni alle proprie basi militari e perdita o danneggiamento al proprio equipaggiamento (F-15, F-35, Reaper, AWACS, etc.) per una cifra tra che ammonta a qualche miliardo di dollari;
Perché conta
La guerra ha dimostrato che anche un conflitto “limitato” ha costi astronomici.
- Gli Usa hanno svuotato stock di missili critici (Patriot, Tomahawk, JASSM), mentre l’Iran ha perso gran parte della capacità navale e missilistica ma mantiene sia importanti scorte di droni e missili che capacità produttiva. L’impatto economico globale (prezzi energia, inflazione, domanda ridotta) ha superato di gran lunga i costi militari diretti;
- Valutare il conflitto dal punto di vista economico rimane difficile se non impossibile in quanto non sono chiari né gli obiettivi iniziali nè gli scenari alternativi. L'obiettivo era distruggere il nucleare iraniano, era indebolire economicamente ed energicamente la Cina, era alterare l'ecosistema energetico mondiale? Senza risposte a queste domande, è impossible fare una valutazione.
Adesso
- Entrambe le parti stanno ricostituendo scorte: gli Usa con urgenza (rischio per Taiwan e Pacifico), l’Iran con produzione sotterranea. In teoria, l'Iran dovrebbe fare più fatica a ricostituire le proprie scorte, per via dei danni subiti. In pratica, è possibile che la limitata complessità delle sue munizioni permetta maggiore velocità nel ricostituire l'arsenale iraniano;
- L'accordo di pace resta fragile e basato su fondamenta non solidissime. L'Iran, nel corso degli ultimi decenni, ha più volte raggiunto accordi che ha poi violato in maniera subdola e ambigua per aumentare il costo della pace per l'avversario. Probabile sia nuovamente così;
- Sul medio termine, questa guerra accelera il dibattito su munizioni a basso costo per attacco e difesa, droni attritabili, e integrazione dell'intelligenza artificiale nella pianificazione ed esecuzione di campagne militari.