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La Germania lancia un piano industriale di 15 anni per produrre in casa aerei, missili e droni e guidare la difesa europea

Cos’è successo
Il governo tedesco sta elaborando un piano industriale della durata di 15 anni per convertire il settore aeronautico nazionale in una vera e propria “potenza militare” europea. L’obiettivo dichiarato è sviluppare capacità end-to-end: aerei da combattimento, motori, missili, droni, satelliti, sistemi di comando e controllo, cyber e logistica. La mossa arriva dopo il rapporto Strategy& di maggio 2026, che aveva evidenziato un gap strutturale tra domanda tedesca di armamenti (€74-139 miliardi annui nel 2035) e capacità produttiva attuale (€52 miliardi).
Berlino ha capito che spendere di più non basta se gli aerei, i motori e i missili continuano a venire da fuori Europa. Il contesto è la Zeitenwende 2.0: mentre gli USA riducono presenza aerea in Europa e il FCAS franco-tedesco è stato cancellato, la Germania accelera su un piano nazionale di sovranità industriale per evitare dipendenze strategiche.
Perché conta
Questo piano segna un cambio di paradigma storico per la Germania: da paese “post-militare” a protagonista attivo della difesa europea, puntando a un ecosistema completo invece di semplici acquisti esteri.
- Nel momento in cui la Germania, da sola, arriva a spendere quanto tutta l'Europa spendeva pre-2022, a Berlino fanno un ragionamento non solo di difesa, ma anche industriale: vogliono la leadership nella produzione di armamenti;
- Ciò in parte spiega l'uscita tedesca dall'FCAS con la Francia: perché cooperare con un partner politicamente instabile, finanziariamente debole e la cui spesa militare fatica a crescere quando, nel medio termine, la Germania può prendersi la leadership industriale europea a prescindere.
Adesso
- Il piano industriale verrà finalizzato entro fine 2026 e presentato in Parlamento; includerà contratti pluriennali, incentivi fiscali e partnership con Airbus, Rheinmetall e startup tedesche;
- La Germania potrebbe usare questo framework per negoziare un maggiore ruolo in GCAP (con UK e Italia) o per rilanciare un programma nazionale per un caccia di sesta generazione;
- Sul medio termine (2027-2040) il successo dipenderà dalla capacità di Berlino di superare ritardi burocratici e carenza di competenze: se riuscirà, la Germania diventerà il vero pilastro aeronautico-militare europeo; altrimenti, il piano resterà l’ennesima ambizione incompiuta. Una sfida riguarda materiali, materie prime, semilavorati e componentistica extra-Ue.