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La Germania attribuisce alla Russia l'attacco di Lipsia dopo oltre 320 casi di sabotaggio nel 2025

Cos’è successo
Nuovo fronte di scontro tra Russia e Ue, via Berlino. Tra la notte del 4 e le prime ore del 5 agosto, un drone imbottito di esplosivo è stato trovato sulla pista dell'aeroporto di Lipsia-Halle, uno dei principali scali tedeschi, a pochi metri da un cargo della compagnia ucraina Antonov Airlines. Pochi minuti dopo, un altro aereo cargo in fase di atterraggio ha urtato in volo un oggetto mai ritrovato, ma che gli investigatori ritengono fosse un secondo drone. Dieci giorni più tardi ne è stato scoperto un terzo carico di esplosivo. Oggi il governo tedesco ha attribuito ufficialmente l'attacco alla Russia: il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt ha parlato di un ordigno che rispecchia gli schemi tipici delle "operazioni ibride russe", con prove che collegherebbero chi controllava il drone a entità statali russe e con caratteristiche tecniche riconducibili al Gru, i servizi di intelligence militare di Mosca.
L'episodio di Lipsia, per quanto il più grave per potenziale letalità, non è isolato. Un'analisi riservata del Bundeskriminalamt, l'ufficio federale di polizia criminale tedesco, emersa da un'inchiesta di WDR, NDR e Süddeutsche Zeitung, ha censito oltre 320 casi sospetti di sabotaggio ed episodi di spionaggio in Germania nel solo 2025, concentrati soprattutto in Renania Settentrionale-Vestfalia e Bassa Sassonia. Da ottobre dello scorso anno questi casi vengono raccolti in una piattaforma istituzioanale chiamata "Zeitenwende", creata apposta per coordinare a livello federale la registrazione di episodi che fino a poco tempo fa venivano gestiti in ordine sparso dai singoli Länder.
Perché conta
- L'Alta rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas ha annunciato, arrivando alla riunione informale dei ministri degli Esteri a Wicklow (Irlanda), che l'Unione ha convocato l'ambasciatore russo per protestare, definendo l'attacco di Lipsia come dotato di "tutte le caratteristiche del terrorismo di Stato" e promettendo ulteriori discussioni su cosa fare "di più", pur senza decisioni operative previste per la giornata;
- Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha definito le sanzioni adottate da Berlino "dure ma non eccessive", parte di un "cambio di guardia" nei rapporti con Mosca già in atto da tempo, annunciando la chiusura del consolato generale russo a Bonn dal 18 settembre e la revoca del contratto della Casa Russa a Berlino, motivando l'assenza del cancelliere Friedrich Merz dall'annuncio come "un'espressione della validità" della risposta tedesca stessa;
- La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha assicurato piena solidarietà alla Germania, dicendo che gli attacchi ibridi "non resteranno senza una risposta chiara" e che l'Ue resterà unita nonostante l'escalation, annunciando un confronto con il segretario generale della Nato Mark Rutte e rimandando a nuove sanzioni che saranno preparate dai ministri degli Esteri sotto la presidenza di turno irlandese.
Adesso
- Sul fronte sanzionatorio, l'Ue ha già segnalato l'intenzione di ampliare le liste di individui ed entità colpite, un processo che passerà dalla riunione dei ministri degli Esteri sotto presidenza irlandese e che potrebbe includere per la prima volta figure legate direttamente al Gru piuttosto che ai soli vertici politici russi già sanzionati;
- La chiusura del consolato di Bonn e della Casa Russa a Berlino decisa da Berlino potrebbe diventare un modello da estendere ad altri Stati membri, riducendo la rete di strutture che Mosca utilizza anche per il reclutamento di cosiddetti "agenti usa e getta" attraverso i social media, pur mantenendo le relazioni diplomatiche;
- La Nato — che secondo Von der Leyen discuterà la vicenda già domani con Rutte — potrebbe rafforzare le missioni di sorveglianza anti-drone già avviate sui cieli dell'Alleanza dopo gli sconfinamenti dei mesi scorsi, estendendole in modo più sistematico agli scali aerei civili usati anche a fini logistico-militari, come lo stesso aeroporto di Lipsia.