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La fase peggiore di El Niño può tagliare fino al 10% della produzione agricola del Sud-Est asiatico, con il riso come coltura più esposta

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La fase peggiore di El Niño può tagliare fino al 10% della produzione agricola del Sud-Est asiatico, con il riso come coltura più esposta

Cos’è successo

La produzione media di colture nel Sud-Est asiatico potrebbe calare fino al 10% negli anni di El Niño molto forte, secondo un nuovo studio presentato il 29 ottobre alla 48ª riunione dei ministri dell'Agricoltura e delle Foreste dell'Asean (Amaf). Il clima più caldo e secco legato al fenomeno dovrebbe colpire soprattutto il riso, tra le cinque colture principali analizzate dallo studio AACIT (ASEAN Agri Climate Impact Twenty), condotto dalla Singapore Food Agency (Sfa) e dal Tropical Marine Science Institute della National University of Singapore. Lo studio, avviato nel 2024, combina informazioni climatiche e modelli colturali per stimare le variazioni della produzione tra il 2025 e il 2044.

Il Sud-Est asiatico dovrebbe avere ondate di calore più frequenti e lunghe, mentre le piogge varieranno per luogo e periodo: alcune aree avranno più precipitazioni e alluvioni, altre siccità prolungate. Per questo le misure di adattamento dovranno tenere conto di condizioni locali, tipo di coltura e stagione di semina, spiega la scheda dello studio diffusa da Sfa e National University of Singapore. La rilevanza è globale: secondo la Fao, la regione produce oltre un quarto del riso mondiale e copre il 40% delle esportazioni internazionali.

Perché conta

  • Le colture non sono colpite allo stesso modo: riso, mais e canna da zucchero dovrebbero registrare un calo medio della produzione nei prossimi vent'anni, mentre manioca e soia potrebbero aumentare, anche se pure queste restano esposte a calore estremo, piogge intense o siccità in un singolo anno;
  • Il rischio sta nella variabilità tra un anno e l'altro: secondo lo studio la produzione di riso potrebbe salire del 4% negli anni favorevoli e calare del 15% in quelli sfavorevoli, mentre la soia potrebbe crescere fino al 30% o calare del 5%. Un calo di produzione in un'area che pesa così tanto sul commercio mondiale del riso può trasmettersi ai prezzi e agli importatori;
  • I ministri indicano la cooperazione regionale come risposta: la ministra della Sostenibilità e dell'Ambiente di Singapore, Grace Fu, ha detto che lo studio rafforzerà la comprensione collettiva dei rischi climatici per i sistemi alimentari e indicherà percorsi per adattamento e resilienza, e che "le nostre sfide sono interconnesse e richiedono un'azione collettiva". Il ministro filippino dell'Agricoltura, Francisco Laurel, presidente uscente dell'Amaf, ha ricordato che "la sicurezza alimentare non può essere perseguita dai singoli Paesi da soli".

Adesso

  • Singapore ha rilevato dalle Filippine la presidenza dell'Amaf e porterà una nota concettuale sul Food Security Resilience Pact 2045, un quadro di lungo periodo per rafforzare la regione su disponibilità di cibo, adattamento climatico, tecnologia, catene di approvvigionamento, preparazione alle emergenze e finanziamenti; la città-Stato guiderà l'Asean nel 2027;
  • Lo studio completo non è ancora disponibile: lo Straits Times ha chiesto più informazioni all'Sfa. Ipotesi: la pubblicazione dei dati per Paese e per coltura potrebbe permettere di capire quali aree e quali stagioni di semina sono più esposte;
  • Fu ha indicato come priorità la mobilitazione di investimenti nei sistemi alimentari e la diffusione di soluzioni tra più agricoltori e imprese, e Singapore ha rinnovato con il Giappone un memorandum di cooperazione su tecnologie agroalimentari, sicurezza alimentare e preparazione alle emergenze. Ipotesi: gli anni di El Niño molto forte potrebbero diventare il banco di prova per questi strumenti.

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