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La Cina apre il mercato del caffè a 53 Paesi africani

Cos’è successo
L'amministrazione doganale cinese (GAC) ha annunciato che dal 20 luglio 2026 concederà pieno accesso quarantenario al mercato cinese per il caffè proveniente da tutti i 53 paesi africani che mantengono relazioni diplomatiche con Pechino. Il caffè diventa così il secondo prodotto agricolo africano, dopo il peperoncino essiccato, a ottenere questo tipo di accesso semplificato.
Etiopia e Burundi hanno già ottenuto l'autorizzazione a esportare, mentre altri Paesi, tra cui Mauritius, Angola, Togo, Guinea, Liberia e São Tomé e Príncipe, hanno già presentato domanda.
Perché conta
- L'apertura arriva in un momento cruciale per il settore: secondo un'analisi di mercato di inizio luglio 2026, un surplus globale trainato dal Brasile, stimato tra 7 e 10 milioni di sacchi per la stagione 2026/27, sta già spingendo al ribasso i prezzi Arabica, rendendo la diversificazione verso nuovi mercati di sbocco una priorità concreta per gli esportatori africani, storicamente molto dipendenti dai mercati occidentali;
- La Cina applica politiche di dazio zero e procedure di quarantena semplificate per il caffè africano, con l'obiettivo dichiarato di ampliare l'accesso a prodotti agricoli di alta qualità e tracciabilità; le grandi catene cinesi di caffetterie che commerciano direttamente con gli agricoltori africani potrebbero garantire agli esportatori una redditività più stabile rispetto alla sola esposizione ai future Arabica ICE;
- L'accesso pieno non esenta comunque le spedizioni dai controlli doganali: tutte le forniture dovranno rispettare i requisiti fitosanitari unificati stabiliti dall'annuncio GAC n. 68 del 2026, un nuovo onere di conformità che si aggiunge, per i Paesi che esportano anche verso l'Ue, ai requisiti di geolocalizzazione della normativa europea sulla deforestazione (EUDR) in vigore dal 30 dicembre 2026.
Adesso
- L'apertura del mercato cinese rappresenta un'opportunità di diversificazione della domanda per l'intera Africa orientale, un tema già osservato nel caso dell'Etiopia, che ha superato i 3 miliardi di dollari di ricavi da export di caffè nell'anno fiscale in corso e sta già ridirezionando parte delle proprie esportazioni verso l'Asia;
- Per gli operatori assicurativi e riassicurativi attivi su trade e business interruption nella filiera del caffè africano, il doppio fronte di conformità, fitosanitaria verso la Cina e di deforestazione verso l'UE, introduce un nuovo livello di complessità operativa per gli esportatori, con potenziali ritardi nelle spedizioni in caso di non conformità documentale;
- La Cina ha già garantito accesso semplificato per altri prodotti agricoli africani prima del caffè, un percorso che suggerisce la possibilità di ulteriori aperture settoriali future, un tema da monitorare per valutare l'evoluzione dei rapporti commerciali agroalimentari tra Africa e Asia nei prossimi mesi.
Fonte: https://www.baristamagazine.com/china-opens-market-to-coffee-imports-from-53-african-countries/