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Dopo il rialzo del 30% dei prezzi legato a El Niño, la FAO avverte che cresce il rischio di frodi nella filiera del caffè

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Dopo il rialzo del 30% dei prezzi legato a El Niño, la FAO avverte che cresce il rischio di frodi nella filiera del caffè

Cos’è successo

Il report FAO "Global Beverage Commodity Price Shocks: Origins and Consequences", pubblicato il 14 luglio 2026, segnala che le frodi alimentari tendono a trovare terreno fertile nei momenti di forte tensione sui mercati, in particolare per prodotti ad alto valore commerciale come caffè, cacao e tè.

Secondo la FAO, la diminuzione della disponibilità di materie prime nei periodi di volatilità può incentivare fenomeni di sostituzione, miscelazione non dichiarata o utilizzo di ingredienti meno pregiati, con ripercussioni dirette sulla trasparenza del mercato, sulla tutela dei consumatori e sulla reputazione delle aziende coinvolte.

Perché conta

  • Il report collega questo rischio a una dinamica più ampia: filiere sottoposte a forte pressione economica dispongono spesso di minori risorse da destinare a controlli qualità e gestione del rischio, un circolo che indebolisce proprio i sistemi di monitoraggio necessari a individuare le frodi nel momento in cui il rischio aumenta;
  • La FAO osserva che il caffè ha già raggiunto quotazioni record dopo gli eventi climatici che hanno colpito Brasile, Vietnam e Indonesia, un contesto di prezzi elevati e instabili, come quello osservato più volte nel corso del 2026 (correzione di luglio seguita da un rialzo del 30% legato a El Niño), che secondo l'analisi rende strutturalmente più probabile il ricorso a pratiche fraudolente lungo la catena di fornitura;
  • Per il settore assicurativo, questo tipo di rischio si traduce direttamente in esposizioni concrete su prodotto e responsabilità civile: miscelazioni non dichiarate o sostituzioni di materia prima possono generare richieste di risarcimento da parte di distributori e consumatori, oltre a danni reputazionali per i torrefattori coinvolti anche quando la frode avviene a monte della filiera, presso fornitori o intermediari.

Adesso

  • Per affrontare queste criticità, la FAO individua tre direttrici strategiche: rafforzare i sistemi di produzione attraverso pratiche climate-resilient, migliorare l'efficienza e la trasparenza dei mercati con informazioni tempestive su raccolti e scorte, e ampliare le opportunità per i produttori di partecipare a fasi di lavorazione e certificazione, un percorso che ridurrebbe l'incentivo economico alla frode lungo la filiera;
  • Il tema si aggiunge al più ampio sforzo di tracciabilità già in corso a livello europeo con l'EUDR, la cui scadenza di dicembre 2026 impone la geolocalizzazione delle forniture di caffè fino al singolo appezzamento, un sistema che indirettamente rende più difficile occultare sostituzioni o miscelazioni non dichiarate lungo la catena di fornitura verso l'Ue;
  • Per gli operatori assicurativi attivi su product liability, trade credit e business interruption nella filiera del caffè, il rischio di frode segnalato dalla FAO rappresenta un fattore da integrare nella valutazione del rischio di controparte, specialmente nei periodi di più alta volatilità dei prezzi internazionali, quando l'incentivo economico alla sostituzione di materia prima risulta più elevato.

Fonte: https://www.fao.org/newsroom/detail/a-new-fao-report-examines-how-shocks-affect-global-coffee--cocoa-and-tea-markets-and-outlines-policy-options-to-address-structural-vulnerabilities/en

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