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La Cambiale Azzurra offre alla pesca fino a 20.000 euro a impresa mentre il gasolio supera il 60% dei costi

Cos’è successo
Questa settimana il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha annunciato la Cambiale Azzurra, un fondo da 10 milioni di euro per la liquidità delle imprese di pesca e acquacoltura. Le imprese ammesse possono ottenere finanziamenti a tasso zero fino a 20.000 euro, con un tetto di 60.000 euro per le imprese o le cooperative armatoriali con più imbarcazioni. La durata è di 5 anni e il rimborso del capitale parte dopo 2 anni. Le domande si presentano online sul portale dedicato di ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, ente pubblico collegato al ministero) dalle 12:00 del 13 ottobre alle 12:00 del 30 ottobre, una finestra di 17 giorni.
Con 10 milioni e un importo base di 20 mila euro, il fondo copre al massimo 500 finanziamenti pieni, che scendono a circa 166 se tutti chiedessero il tetto di 60 mila euro. Lo strumento richiama la cambiale agraria e della pesca ISMEA del 2020, varata per l’emergenza Covid con 30 milioni di dotazione, prestiti fino a 30.000 euro, 5 anni di durata e 2 di preammortamento. Rispetto a quel precedente, la dotazione di oggi è un terzo e il tetto per impresa singola è inferiore di un terzo.
Perché conta
La misura arriva mentre la pesca italiana subisce il rincaro del gasolio più pesante tra le attività primarie, ma è un prestito e non copre il maggior costo del carburante.
- Il gasolio ha cambiato il conto economico: secondo Confcooperative Agroalimentare, il carburante pesava il 20-30% dei costi di esercizio negli anni Duemila e oggi supera il 60%; il prezzo del gasolio da pesca è salito da 0,58 euro al litro a circa 0,80 a marzo e, a fine settembre, è vicino o oltre 1 euro, con picchi di 1,80 a Lampedusa, il 30% sopra la media regionale;
- Il plafond è piccolo rispetto alla flotta e ai costi: la flotta italiana conta 12.254 pescherecci (dati 2023 di EUMOFA, l’osservatorio Ue del mercato ittico), quindi 10 milioni equivalgono a circa 800 euro per barca; un peschereccio medio da 350 kW può consumare fino a 180.000 litri l’anno, con un aggravio di circa 45.000 euro annui stimato dalla stessa Confcooperative, per cui un prestito da 20.000 euro ne copre il 44% in un anno, da restituire;
- È l’ultimo di una serie di interventi tampone: alla pesca sono andati un credito d’imposta del 20% sul carburante per il trimestre marzo-maggio con un fondo da 10 milioni, e 3 milioni di rifinanziamento del Fondo di solidarietà per il 2026, destinato ai danni da eventi estremi.
Adesso
- La finestra di 17 giorni sarà un test della domanda reale: nelle precedenti cambiali ISMEA del 2020 le domande venivano istruite in ordine cronologico fino a esaurimento dei fondi, un criterio da verificare anche per la Cambiale Azzurra, e se valesse il click-day i 10 milioni potrebbero esaurirsi in fretta;
- Le marinerie chiedono un tetto al prezzo, non un prestito: gli armatori siciliani propongono un costo massimo di 0,40-0,50 euro al litro in condizioni normali e non oltre 0,60-0,70 nell’emergenza, e hanno fissato al 22 ottobre il blocco dello Stretto di Messina con cento pescherecci, mentre la flotta di Sciacca è ferma dal 1° ottobre;
- Il ritorno al mare dipende dai prezzi dopo il 31 ottobre: lo sconto Eni del 20% su carburanti per agricoltura e pesca scade il 31 ottobre, con una proroga a fine anno ancora solo possibile, e il rischio di nuovi fermi è concreto in un settore che in trent’anni ha perso il 33% delle imprese e 18.000 posti di lavoro secondo Coldiretti.