Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

Policy NewsPolitica Internazionale

L'Ue prepara l'Ocean Act per coordinare 250 miliardi di blue economy, pesca e difesa sottomarina

4 min di lettura
L'Ue prepara l'Ocean Act per coordinare 250 miliardi di blue economy, pesca e difesa sottomarina

Cosa è successo

Il 23 aprile la Commissione europea ha lanciato la consultazione pubblica sull'Ocean Act, la proposta legislativa cardine dell'European Ocean Pact, aperta fino al 16 luglio 2026. La consultazione segue una catena di iniziative avviate dal giugno 2025, quando la Commissione ha adottato l'Ocean Pact come strategia quadro: da allora sono state aperte call for evidence su Ocean Act, osservazione oceanica, pesca Vision 2040, comunità costiere, strategia per le isole e politica artica. Il 4 marzo 2026 sono state lanciate le strategie industriale marittima e portuale; l'Ocean Act vero e proprio è atteso per la fine del 2026. L'ambizione dichiarata è costruire per la prima volta un quadro legislativo unico che raccolga sotto un solo tetto tutti gli obiettivi europei legati al mare: economici, climatici, ambientali e di sicurezza, oggi dispersi in decine di direttive settoriali che non si coordinano.

Lo strumento si baserà su una revisione della direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo del 2014 e incorporerà anche la revisione della Marine Strategy Framework Directive. Il contesto non è neutro: il lancio avviene mentre la crisi di Hormuz ha reso plastica la dipendenza dell'Europa dalle rotte marittime e la vulnerabilità delle sue infrastrutture sottomarine. Al vertice Ue di Cipro del 23-24 aprile, la presidente della Commissione Ue von der Leyen ha proposto di estendere la missione navale Aspides oltre la semplice protezione delle navi, un segnale che la dimensione securitaria del mare è diventata centrale nell'agenda europea.

Perché è importante

L'Ue gestisce la più grande area marittima collettiva al mondo: 25 milioni di km² di Zone Economiche Esclusive (ZEE), 70.000 km di coste, il 40% della popolazione che vive entro 50 km dal mare. La blue economy europea vale oltre 250 miliardi di euro di valore aggiunto annuo e occupa 5 milioni di persone; le rotte marittime trasportano il 74% del commercio estero dell'Ue. Eppure il 70% del pesce consumato in Europa è importato, le infrastrutture sottomarine sono sotto attacco ibrido nel Baltico, e la crisi di Hormuz ha mostrato quanto la dipendenza dalle rotte marittime possa tradursi in vulnerabilità strategica immediata.

L'Ocean Pact risponde con sei priorità:

  • salute degli oceani;
  • competitività della blue economy;
  • comunità costiere;
  • ricerca e innovazione;
  • sicurezza marittima e difesa;
  • diplomazia oceanica internazionale.

Sul fronte sicurezza, il Patto prevede una flotta europea di droni marittimi non pilotati per il monitoraggio in tempo reale, una strategia per la rimozione degli ordigni inesplosi a partire da Baltico e Mare del Nord, e un rafforzamento della cooperazione con i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Ma i precedenti non incoraggiano: la politica marittima integrata del 2007 e la direttiva sulla pianificazione spaziale marina del 2014 hanno mancato gli obiettivi per assenza di misure cogenti e meccanismi di enforcement efficaci. La sfida è quella di non ridurre l'Ocean Act a un esercizio di coordinamento burocratico senza nuovi obblighi vincolanti.

E adesso?

  • La proposta legislativa è attesa entro fine 2026. L'Ocean Act punterà a portare tutti gli obiettivi Ue legati al mare sotto un unico tetto, modernizzare la pianificazione dello spazio marittimo su base di bacino marino e creare la base giuridica per il sistema europeo di osservazione oceanica OceanEye. Il Commissario Kadis ha anticipato che l'Ocean Act potrebbe fondere la revisione della direttiva sulla pianificazione spaziale marina e quella della Marine Strategy Framework Directive in un solo strumento legislativo.
  • La consultazione aperta fino al 16 luglio è il momento in cui si misurerà l'ambizione reale della legge: le lobby della pesca, dell'energia offshore, del trasporto marittimo e delle ONG ambientaliste presenteranno posizioni divergenti su quanto nuovi obblighi vincolanti debbano entrare nel testo. A supporto dell'implementazione, la Commissione istituirà un Ocean Board di alto livello con rappresentanti dei settori marini e un EU Ocean Pact Dashboard pubblico per monitorare i progressi verso gli obiettivi. La crisi di Hormuz ha cambiato il peso politico di questo dossier: quando i cavi sottomarini diventano bersagli e le rotte energetiche teatri di guerra, una legge sul mare smette di essere una questione di biologia marina e diventa un pilastro della sicurezza europea.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
Politica Internazionale

3 cose da sapere dei negoziati Usa-Russia sull'Ucraina e 3 possibili scenari

Politica Internazionale

La carenza di finanziamenti costringe il Programma Alimentare Mondiale a tagliare gli aiuti a 500 mila abitanti di Gaza

Politica Internazionale

Otto Paesi Ue vanno al voto in 12 mesi e le elezioni possono cambiare l'Europa