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L'Ue lancia 5 mega-progetti di difesa comune per 190 mld entro il 2036, coinvolta anche l'Ucraina

Cos’è successo
Il 3 luglio la Commissione Europea ha proposto la creazione di cinque European Defence Projects of Common Interest (EDPCI), i primi progetti congiunti di difesa su larga scala a livello europeo. Si tratta di iniziative ambiziose e di lungo periodo pensate per superare i limiti dei singoli Stati membri su capacità troppo complesse o costose da sviluppare da soli.
I cinque progetti proposti sono:
- Drone and Counter Drone European Resolve: coinvolge 26 Stati membri UE, oltre a Norvegia e Ucraina;
- Integrated Maritime and Seabed Defence: rientra tra i cinque progetti-chiave con cui la Commissione punta a rafforzare le capacità europee nel quadro dell'European Air, Maritime and Space Shield;
- Space: fa parte dei progetti che, secondo il Commissario Kubilius, contribuiranno direttamente allo sviluppo di uno "scudo" europeo aereo, marittimo e spaziale, con un'ambizione di finanziamento complessiva di circa 190 miliardi di euro entro il 2036;
- EU Federated Integrated Air and Missile Defence (incl. Early Warning): rappresenta il pilastro aereo dello scudo europeo, insieme al rafforzamento delle capacità drone e counter-drone;
- Eastern Flank Watch: coinvolge 13 Stati membri UE, oltre a Norvegia e Ucraina.
In media partecipano 18 Stati membri a ciascun progetto, con l’Ucraina coinvolta in quattro dei cinque. La Commissione ha stanziato 325 milioni di euro dal programma EDIP per supportare la fase iniziale, mentre l’ambizione complessiva di investimento dei cinque progetti arriva a circa 190 miliardi di euro entro il 2036.
Perché conta
Si tratta del primo tentativo concreto dell’Unione Europea di lanciare progetti industriali di difesa su scala continentale, superando la frammentazione nazionale.
- I progetti mirano a creare capacità comuni in settori critici (droni, difesa aerea/missilistica, spazio, difesa marittima e fianco orientale), rafforzando sia la prontezza militare che l’autonomia strategica europea;
- Rappresenta un’evoluzione importante rispetto ai vecchi progetti PESCO: gli EDPCI sono più ambiziosi, hanno un orizzonte temporale molto più lungo e un legame diretto con il finanziamento europeo;
Adesso
- Il Consiglio dell’Unione Europea dovrà ora discutere e adottare formalmente la lista degli EDPCI nei prossimi mesi, definendo obiettivi, paesi partecipanti e stanziamenti;
- Una volta approvati, i progetti diventeranno eleggibili per finanziamenti europei più consistenti (anche attraverso il futuro European Competitiveness Fund);
- Il successo degli EDPCI dipenderà dalla capacità degli Stati membri di superare le resistenze nazionali e coordinare davvero gli investimenti. Se funzioneranno, potranno diventare il pilastro di una vera base industriale della difesa europea; altrimenti rischiano di rimanere grandi annunci senza effetti concreti sulla capacità militare dell’Unione.