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L'Ucraina vuole usare i palloni aerostatici per lanciare missili contro la Russia da 18 chilometri di quota per aggirare il jamming

Cos’è successo
L’Ucraina sta sviluppando e testando il missile DART, progettato per essere lanciato da palloni aerostatici stratosferici a un’altitudine tra i 12 e i 18 chilometri. Il missile scende con guida satellitare fino a circa 6-7 km, poi spegne i sistemi di navigazione per passare a una traiettoria inerziale fissa, di fatto neutralizzando il jamming ruso. L’azienda ucraina ha già fatto volare oltre 1.000 palloni verso la Russia e ora vuole usarli come piattaforma di lancio per missili guidati. Gli Stati Uniti stanno portando avanti il programma Dragon Cart (evoluzione di Rapid Dragon), che permette agli aerei da trasporto C-130 e C-17 di lanciare decine di missili cruise da pallet sganciati dal portellone posteriore. Un C-130 può portare fino a 12 missili, mentre un C-17 arriva a 45.
Il pallet viene sganciato in volo, si apre con paracadute e lancia i missili in sequenza. Israele e gli Stati Uniti stanno infine sviluppando sistemi containerizzati: Israele ha già testato il missile balistico LORA con lancio da container montati su navi mercantili, mentre gli Stati Uniti hanno prototipi di lanciatori HIMARS integrati dentro normali container da 20 o 40 piedi, facilmente trasportabili su camion, treni o navi senza essere identificabili come sistemi militari.
Perché conta
Le munizioni di precisione a lungo raggio -- dai droni ai missili da crociera e balistici -- stanno ridisegnando i conflitti moderni grazie ai loro sempre minori costi di produzione e alla loro crescente efficacia. Il vantaggio deriva dal fatto che intercettare molti missile è difficile e costoso. Le forze armate di tutto il mondo si stanno però contro-equipaggiando, con maggiori e nuove difese anti-aeree, e in futuro, realisticamente, anche con maggiori capacità offensive, volte a neutralizzare i sistemi di lancio, seguendo la logica "colpisci l'arcere, non le frecce".
- Queste soluzioni rappresentano un cambio di paradigma: invece di lanciare missili da piattaforme costose e vulnerabili (aerei da combattimento, navi da guerra o lanciatori terrestri fissi), si sfruttano piattaforme civili o low-cost per aumentare portata, sorpresa e resilienza contro difese aeree, jamming e capacità offensive nemiche;
- Queste soluzioni permettono di generare un volume di fuoco molto elevato a costi ridotti e con piattaforme difficili da individuare e attaccare preventivamente, accelerando così la transizione verso una guerra di saturazione e attrito, dove conta più la quantità e la capacità di lanciare da posizioni imprevedibili che la superiorità tecnologica delle singole piattaforme.
Adesso
- L’Ucraina prevede di iniziare i test operativi del missile DART nei prossimi mesi; se avrà successo, potrebbe diventare un’arma low-cost per colpire obiettivi profondi in Russia bypassando gran parte delle difese aeree e dei sistemi di jamming;
Gli USA puntano a rendere operativo Dragon Cart entro il 2027, trasformando potenzialmente centinaia di aerei da trasporto in piattaforme di strike a lungo raggio senza dover modificare gli aerei stessi; - La diffusione di sistemi containerizzati e palletizzati (sia da parte americana che israeliana) potrebbe spingere molti Paesi a sviluppare capacità di lancio “nascoste” su navi civili, treni o camion, rendendo molto più difficile per un avversario individuare e neutralizzare preventivamente le capacità di strike a lungo raggio;
- L'Europa affronta una sfida, in quanto queste soluzioni possono essere al limite del diritto internazionale, usando la copertura dell'infrastruttura civile per scopi militari, oltre a esporre a rischio potenzialmente dei civili.