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L’Ucraina rivendica l'accordo sui 25 sistemi Patriot americani ma la cautela di Trump alimenta ambiguità su tempi e modalità

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L’Ucraina rivendica l'accordo sui 25 sistemi Patriot americani ma la cautela di Trump alimenta ambiguità su tempi e modalità

Cos’è successo

A margine dei funerali a Washington del senatore Lindsey Graham, storico ‘falco’ della politica estera american, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato Donald Trump per spronarlo verso un decisivo rafforzamento della difesa aerea contro l'escalation dei bombardamenti balistici e di droni condotti dalla Russia. Al termine del colloquio, la narrazione emersa dai due fronti ha evidenziato una netta asimmetria: mentre Zelensky ha annunciato ai media statunitensi – segnatamente a Fox News – che Trump avrebbe acconsentito a concedere le licenze per la coproduzione in Ucraina dei preziosi sistemi d'intercettazione Patriot, la Casa Bianca non ha rilasciato conferme ufficiali e Trump si è limitato a un post insolitamente sintetico e pacato su Truth Social, definendo l'incontro "molto buono".

La missione del leader ucraino nella capitale americana, integrata da incontri con i vertici dell'industria bellica e da una riunione con parlamentari statunitensi coincisa con il voto del Senato sulle sanzioni agli acquirenti di idrocarburi russi, è arrivata in concomitanza – ma separatamente – rispetto a un breve colloquio di Trump con il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Perché conta

  • Zelensky rivendica l'ottenimento delle licenze industriali per la fabbricazione locale di intercettori Patriot e l'avvio di colloqui diretti con i giganti della difesa americana per costruire linee produttive congiunte;
  • La condotta di Trump e della Casa Bianca è stata molto prudente, dato che hanno evitato di confermare dettagliatamente gli impegni militari assunti, mantenendo un profilo pubblico cauto sui canali social in attesa di definire i dettagli delle intese;
  • L'urgenza della difesa aerea ucraina richiede l'impiego stimato di circa 25 sistemi di difesa Patriot per schermare i centri urbani dai vettori balistici russi a lungo raggio, ma l’Ucraina continuta a essere sostenuta sul piano politico dalle nuove sanzioni americane sul gas e sul petrolio di Mosca.

Adesso

  • I limiti tecnici legati al trasferimento di know-how altamente complesso e alla realizzazione di impianti industriali protetti sul suolo ucraino rischiano di richiedere un tempo nettamente superiore rispetto alle immediate necessità operative di copertura aerea contro l'offensiva russa;
  • La scelta della presidenza Usa di virare verso la concessione di licenze piuttosto che sull'invio diretto di armi stoccate indica la volontà di alleggerire l'impegno finanziario diretto di Washington, trasferendo la responsabilità industriale e gli investimenti a lungo termine su Kiev;
  • Il segnale inviato dal Senato americano con la stretta sugli acquirenti di energia russa esercita arriva ‘in tandem’ con l’approvazione da parte dell’Ue del 21° pacchetto di sanzioni, dimostrando che – almeno a livello diplomatico e finanziario – la pressione sulla Russia è destinata a continuare.

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