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L'Ucraina chiude contratti per 1.000 missili Patriot dopo che l’Ue ha concesso la deroga sul prestito da 90 mld

Cos’è successo
L'Ucraina ha messo sotto contratto una fornitura di circa 1.000 missili per i sistemi di difesa aerea Patriot, di progettazione statunitense, grazie al sostegno degli alleati e a un prestito dell'Unione Europea. Lo ha annunciato martedì il ministro della Difesa ucraino Yevhenii Khmara, parlando a una riunione dell'Ukraine Defense Contact Group. Khmara ha precisato che la maggior parte dei missili verrà consegnata solo nei prossimi anni, e ha chiesto aiuti più urgenti nel frattempo.
La capacità di difesa antiaerea è diventata un fattore cruciale per l’andamento della guerra, che con ogni probabilità si avvia verso l’ennesimo autunno-inverno di combattimenti, alla luce dell’evidente stallo sul fronte della diplomazia. Gli inviati del presidente americano Donald Trump - ovvero Steve Witkoff e Jared Kushner - hanno visitato sia Mosca che Kiev a inizio settimana. Sebbene si sia parlato di “piccoli passi verso la pace”, le posizioni tra le parti appaiono ancora troppo distanti per considerare seriamente l’ipotesi di una svolta concreta.
Perché conta
- Kiev ha chiesto ai partner occidentali di fornire più missili di difesa aerea attingendo alle proprie scorte, in cambio di miglioramenti nelle prestazioni dei missili previsti dai contratti già firmati: un segnale che la produzione a lungo termine, da sola, non basta a coprire il fabbisogno immediato;
- Khmara ha inoltre segnalato un buco di finanziamento da 27 miliardi di dollari per le forniture di droni, che resta scoperto anche dopo lo sblocco sui Patriot;
- Sul campo, secondo Khmara la Russia non ottiene guadagni strategici lungo la linea del fronte, lunga 1.200 chilometri, ma compensa i fallimenti militari con "il terrore contro gli ucraini": martedì Mosca ha ripreso gli attacchi quasi costanti con droni e missili su Kyiv, dopo una breve pausa in coincidenza con la visita dei negoziatori di pace statunitensi, causando cinque morti nella capitale e altre vittime in diverse regioni — da qui l'appello del segretario generale della NATO Mark Rutte agli alleati a intensificare il sostegno.
Adesso
- È certamente importante il fatto che gli stati membri Ue abbiano dato il via libera l'8 settembre a una deroga che permette all'Ucraina di attingere al prestito da 90 miliardi di euro per acquistare per la prima volta i Patriot americani; la decisione tecnica finale, attesa entro l'11 settembre, determinerà quanto rapidamente i 3,2 miliardi di euro sbloccati arriveranno effettivamente a Kiev;
- La deroga sui Patriot ricalca quella già concessa ad aprile per componenti di droni di fabbricazione cinese, aggirando il tetto del 35% imposto agli acquisti extra-UE/Ucraina — un meccanismo che, una volta consolidato, potrebbe essere invocato per altri sistemi d'arma non europei nei prossimi round di finanziamento;
- Anche con il finanziamento sbloccato, la maggior parte dei 1.000 missili arriverà solo nei prossimi anni; il vero test sarà se questo orizzonte pluriennale reggerà mentre gli attacchi russi contro le città ucraine proseguono nell'immediato.