News & BusinessTRANSIZIONE ENERGETICA
L’oro assorbe capitale mentre la transizione resta scoperta
Cosa è successo?
Secondo J.P. Morgan Global Research – A new high? Gold price predictions (dicembre 2025), l’impennata dell’oro sta attirando flussi finanziari di dimensione sistemica. Con prezzi intorno ai $4.000/oncia, la domanda del Q3 2025 equivale a 109 miliardi di dollari a trimestre, circa +90% rispetto alla media dei quattro trimestri precedenti. Banche centrali e investitori trattano sempre più l’oro come riserva di valore, copertura contro la svalutazione monetaria e alternativa ai Treasury USA. Sul lato dell’offerta, la produzione mineraria è descritta come relativamente rigida e lenta a reagire, rafforzando le pressioni rialziste sui prezzi.
Perché è importante?
Il boom dell’oro segnala una riallocazione difensiva del capitale. Risorse che confluiscono in un asset di copertura sono risorse che non finanziano investimenti produttivi ad alto rischio, come infrastrutture per la transizione energetica, rinnovabili di nuova generazione o reti. L’oro diventa così un termometro della preferenza dei mercati per la protezione del valore rispetto alla trasformazione strutturale, rivelando una frattura tra hedging finanziario e allocazione di capitale orientata alla crescita verde.
E adesso?
Se l’incertezza geopolitica e macro resta elevata, la domanda di oro può continuare a drenare capitali, aumentando il costo del capitale per i progetti della transizione energetica. In questo contesto, accelerare la decarbonizzazione richiederà meccanismi di de-risking pubblico, politiche industriali più credibili e strumenti finanziari capaci di competere, in termini di sicurezza percepita, con gli asset rifugio. Un ciclo prolungato di forza dell’oro suggerisce che, senza stabilità sistemica, i mercati tenderanno a premiare la difesa più della transizione.