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L'Europa fatica a trovare missili Patriot e l'Ucraina a luglio ha intercettato solo 29 dei 195 missili balistici russi

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L'Europa fatica a trovare missili Patriot e l'Ucraina a luglio ha intercettato solo 29 dei 195 missili balistici russi

Cos’è successo

L'Europa fatica a trovare missili Patriot da fornire a un'Ucraina sempre più in affanno, che corre a rafforzare le difese contro i missili balistici russi prima dell'atteso attacco invernale di Mosca. A luglio, stando ai dati forniti dal ministero della difesa ucraino, la contraerea di Kiev ha intercettato solo 29 dei 195 missili balistici lanciati dalla Russia, mentre altri 40 non hanno raggiunto il bersaglio

Kiev chiede centinaia di intercettori, ma la nuova produzione arriverà troppo tardi, poiché la guerra contro l'Iran ha eroso le scorte americane, e diversi tra i principali sostenitori europei dicono di non poterne più cedere in sicurezza. A questo si sommano le incertezze sul fronte dell’indo-pacifico, dove gli Usa ritengono prioritario mantenere un’elevata capacità di risposta in caso di attacco cinese contro Taiwan.

Perché conta

  • Il collo di bottiglia riguarda in particolare gli intercettori Patriot PAC-3 e PAC-2, tra le poche difese efficaci contro i veloci missili balistici russi come Iskander, 48N6DM, KN-23 e Tsirkon: sugli oltre 265 missili da crociera lanciati a luglio l'Ucraina ne ha abbattuti 187, un tasso di successo del 70% circa, a conferma che il problema non è la contraerea in generale ma la scarsità specifica di questi intercettori;
  • La Germania, tra i maggiori donatori di Kiev, deve bilanciare le richieste sempre più urgenti dell'Ucraina con le scorte minime necessarie a proteggere il proprio territorio e rispettare gli impegni Nato, al punto che un alto funzionario della Difesa tedesca ha ammesso che "stiamo davvero raggiungendo i nostri limiti";
  • Berlino e altre capitali del Nord Europa stanno spingendo il resto del continente a verificare quali altre risorse militari e finanziarie possano essere liberate, mentre il ministro della Difesa norvegese ha avvertito che la situazione attuale "non è sostenibile a lungo termine" per l'Europa.

Adesso

  • La pressione si sposta sui Paesi con scorte maggiori, come Polonia, Spagna e Grecia: Varsavia ha confermato di aver ceduto solo 5 intercettori PAC-3 dopo le richieste del segretario generale della Nato Mark Rutte, scatenando polemiche politiche interne, mentre la Grecia ha ricevuto una richiesta per fino a 200 vecchi PAC-2 ma non ha ancora risposto pubblicamente e la Spagna non ha reso noto cosa intende inviare;
  • Tutto dipende in ultima analisi da Washington, dato che la maggior parte degli intercettori PAC-3 è prodotta negli Stati Uniti: Trump ha fatto marcia indietro sulla promessa di consentire all'Ucraina di produrre Patriot su licenza, dicendo solo che "ne stiamo parlando", mentre il Pentagono dà priorità alla ricostituzione delle proprie scorte dopo averle quasi esaurite durante la guerra con l'Iran;
  • Di fronte alla carenza, Kiev sta sviluppando il proprio intercettore anti-balistico Freyja, ancora lontano dall'essere pronto, e sta spostando la strategia verso attacchi diretti contro i lanciatori russi, secondo le parole dell'ex ministro Mykhailo Fedorov: "l'intera squadra che lancia il razzo deve morire pochi minuti dopo il lancio."

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