Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

News & BusinessPolitica Internazionale

L'agricoltura italiana paga il conto di Hormuz: 30 milioni subito, ma non c'è un piano strategico

3 min di lettura

Cosa è successo

Quando l'Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz in risposta all'attacco statunitense e israeliano del 28 febbraio, il mondo ha iniziato a fare i conti con qualcosa di più di una crisi energetica. Da quel corridoio di mare largo trentatré chilometri, passa un quinto del petrolio mondiale e, con esso, una quota rilevante delle materie prime che tengono in piedi l'agricoltura globale.


L'area mediorientale garantisce da sola il 27% dell'export globale di ammoniaca, il 22% dei fosfati e il 45% dello zolfo, ovvero i componenti base dei fertilizzanti azotati senza i quali le colture non crescono. Dall'inizio del conflitto il prezzo dell'urea è aumentato fino al 51%, mentre il gasolio agricolo è passato da circa 0,85 euro al litro a oltre 1,40 euro, con un incremento superiore a quello del diesel ordinario. Si arriva, dunque, fino a 200 euro di extra-costo per ettaro. Il governo italiano ha risposto a questa crisi con un decreto d'urgenza: un credito d'imposta del 20% sul gasolio acquistato dalle imprese agricole nel mese di marzo, con un fondo complessivo di 30 milioni di euro.

Perché è importante

La misura attenua senz’altro l’alzamento dei prezzi del gasolio agricolo ma le sue proporzioni non reggono il confronto con la crisi che dovrebbe tamponare. Tra marzo, aprile e maggio le imprese agricole italiane consumano circa 480 milioni di litri di gasolio. Al prezzo attuale, la spesa supera i 576 milioni di euro, con un incremento di oltre 105 milioni rispetto agli stessi mesi del 2025.


I 30 milioni di credito d'imposta, limitati a un solo mese, coprono meno di un terzo dell'extra-costo di marzo e niente di aprile e maggio. La risposta strutturale esiste: migliaia di aziende agricole italiane hanno investito negli ultimi anni in impianti fotovoltaici e agrivoltaici, proprio per ridurre la dipendenza dall'energia fossile. Il solo bando Facility Parco Agrisolare 2026 ha messo a disposizione 789 milioni di euro del PNRR per installare impianti sulle coperture dei fabbricati rurali, con contributi fino all'80%. Il paradosso è che molte di queste imprese hanno già investito, ottenuto le autorizzazioni, installato i pannelli, e aspettano.


Le reti di distribuzione elettrica nelle aree rurali non hanno la capacità tecnica di assorbire l'energia prodotta dai nuovi impianti. I tempi di attesa per le pratiche di connessione si misurano in anni. Lo Stato incentiva la produzione di energia pulita, ma non aggiorna le infrastrutture che dovrebbero trasportarla.

E adesso

Le organizzazioni di categoria chiedono unanimemente che il credito d'imposta venga esteso ad aprile e maggio, il periodo in cui l'utilizzo delle macchine agricole raggiunge il picco. È una richiesta comprensibile, ma resta dentro la logica emergenziale: ogni shock geopolitico genera un decreto, ogni decreto dura un mese. Il vero banco di prova è altrove. Finché la rete elettrica rurale non viene ammodernata, l'investimento in rinnovabili, già finanziato e già installato, rimane bloccato alla fonte. Modernizzare quelle reti non è una spesa accessoria: è la condizione perché le imprese agricole possano smettere di dipendere dal prezzo del petrolio fissato a Teheran o a Riad.


Il presidente di Cia-Agricoltori Italiani Cristiano Fini chiede un intervento europeo sulla disponibilità dei fertilizzanti e la sospensione del Carbon Border Adjustment Mechanism, definito un ulteriore ostacolo considerando i rincari già in corso. La crisi di Hormuz ha reso visibile qualcosa che il settore sapeva già: l'agricoltura italiana è strutturalmente esposta a variabili che non controlla. Il credito d'imposta sul gasolio è una risposta a questo. Adeguare le reti elettriche nelle campagne sarebbe una via d'uscita.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
Politica Internazionale

3 cose da sapere dei negoziati Usa-Russia sull'Ucraina e 3 possibili scenari

Politica Internazionale

La carenza di finanziamenti costringe il Programma Alimentare Mondiale a tagliare gli aiuti a 500 mila abitanti di Gaza

Politica Internazionale

Otto Paesi Ue vanno al voto in 12 mesi e le elezioni possono cambiare l'Europa