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Kiev porta la guerra in Nord Africa: quali conseguenze?
Cosa è successo
Le forze ucraine hanno lanciato attacchi contro navi russe nel Mar Mediterraneo utilizzando nuove basi stabilite in Libia. Secondo quanto riportato da Radio France Internationale (RFI), oltre 200 soldati e ufficiali ucraini, tra cui esperti tecnici, sono stati dispiegati nella Libia occidentale con l'approvazione esplicita del Governo di Unità Nazionale (GNU) di Tripoli, guidato dal Primo Ministro Abdelhamid Dbeibah.
Le operazioni partono da tre siti principali: l'Accademia dell'Aeronautica a Misurata, una struttura per il lancio di droni a Zaouia e un centro di coordinamento vicino all'aeroporto internazionale di Tripoli. In cambio del permesso di colpire la flotta ombra russa, Kiev fornisce addestramento sui droni alle forze libiche, con possibili accordi futuri su forniture di armi e investimenti nel petrolio libico. Gli attacchi includono il danneggiamento della nave LNG russa Arctic Metagaz il 3 marzo e, a dicembre, il petroliere Kandil (o Qendil), sul quale RFI indica la presenza di alti ufficiali dell'intelligence russa, tra cui Andrey Averyanov, rimasto ucciso. Si tratta di un'espansione della "guerra ombra" tra Ucraina e Russia sul continente africano, per contrastare la flotta di Mosca che aggira le sanzioni.
Perché è importante
Questo sviluppo segnala un'evoluzione significativa nella strategia ucraina: Kiev non si limita più al fronte domestico, ma proietta potenza militare all'estero per colpire assetti russi vitali, come la flotta ombra usata per esportare petrolio e gas aggirando le restrizioni occidentali. Ciò dimostra che l'Ucraina sta sviluppando capacità di droni avanzate e reti di alleanze tattiche in Africa, trasformando una guerra difensiva in un conflitto asimmetrico globale.
La collaborazione con il governo di Tripoli evidenzia come la Libia, frammentata e instabile, sia diventato un teatro per la rivalità Russia-Ucraina, dopo anni nei quali si fronteggiavano Turchia e Russia, Paesi Nato e del Golfo. Per la Russia, che ha spesso usato il Medio Oriente come leva di pressione verso l'Europa, le perdite subite rappresentano non solo un'umiliazione ma anche un'ulteriore grattacapo strategico, in quanto le sue capacità dispiegate in Libia da strumento di forza diventano fianco di debolezza.
L'Ucraina, oltre ad ottenere dei vantaggi di immagine e morale, continua invece un lungo e lento logoramento della Russia, che si sta accentuando anche sia sul campo di battaglia, dove nel 2026 le forze russe hanno subito perdite e sono state costrette a delle seppur limitate ritirate, che sul fronte domestico, con un'economia in declino, infrastrutture danneggiate da sanzioni e attacchi, e un reclutamento militare sempre più difficile.
E adesso?*
-Sul piano militare, questi scontri potrebbero generare ulteriore instabilità in Nord Africa, con conseguente aumento di sbarchi in Italia in estate;
-Sul piano strategico, la Russia potrebbe cercare di convincere l'Europa, con la diplomazia o con la forza, a mettere pressione perché l'Ucraina interrompa i suoi attacchi -soprattutto in un momento di crisi energetica, in cui gli idrocarburi russi servono anche solo per soddisfare in parte la domanda globale (e dunque con minore pressione sui prezzi).
Economicamente, gli attacchi ucraini colpiscono ulteriormente le entrate russe da idrocarburi, complicando lo sforzo bellico di Mosca e la sua stabilità socio-economica. Politicamente, soprattutto in Europa, la proiezione ucraina in Medio Oriente potrebbe generare malumori con conseguente maggiore opposizione al supporto vero Kiev, potenzialmente accusata di destabilizzare un'area cruciale per i Paesi europei, di impiegare risorse dove non è strettamente necessario, e di esacerbare la crisi energetica.