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Italia digitale: infrastrutture avanti, competenze indietro
Cosa è successo?
Il Rapporto ORES 2025 “Sui bit della competitività” fotografa un’Italia digitale a due velocità. Sul lato infrastrutturale emergono progressi concreti: copertura 5G tra le più alte d’Europa (oltre il 99% della popolazione) e forte accelerazione della fibra FTTP, arrivata al 70,7% delle famiglie. Crescono anche data center e investimenti in cloud e IA, con il mercato italiano dell’AI vicino al miliardo di euro nel 2024 (+39% a/a). Sul fronte dell’uso, però, la domanda resta debole: solo il 27% degli abbonamenti broadband è in fibra e appena l’8,2% delle imprese utilizza soluzioni di intelligenza artificiale.
Perché è importante?
Il divario non è più tecnologico ma di adozione e competenze. Solo il 45,8% degli italiani possiede competenze digitali di base (contro il 55,6% UE), con ritardi marcati tra PMI, over-55 e nel Mezzogiorno. Questo frena produttività, diffusione dell’IA e ritorno economico degli investimenti PNRR, lasciando l’Italia indietro nei ranking europei di competitività digitale.
E adesso?
La priorità è spostare il focus dalla posa delle reti all’uso effettivo: incentivi mirati alla domanda, formazione digitale su larga scala, e applicazione dell’IA in settori chiave (PA, sanità, manifattura). Senza questo salto, l’Italia rischia di restare un paese ben connesso ma poco digitale; con esso, può trasformare infrastrutture e IA in crescita strutturale e vantaggio competitivo europeo.