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Iran, come la guerra può influire sulla stabilità finanziaria Ue
Cosa è successo
Il mercato obbligazionario dell'Eurozona sta attraversando una fase di forte volatilità, caratterizzata da un brusco aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, con conseguente rialzo dello spread.
- Italia: Il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni ha raggiunto un picco del 4,14%, il massimo dalla metà del 2024, prima di stabilizzarsi intorno al 4,08%. Dall'inizio del mese, l'aumento è stato di quasi 0,8 punti percentuali.
- Francia: I rendimenti decennali hanno toccato il 3,9%, il livello più alto dal 2009.
- Spagna: I titoli decennali sono saliti a quasi il 3,7%, una quota non raggiunta dalla fine del 2023.
- Germania: Il Bund decennale, punto di riferimento per l'area, è salito al 3,1%, influenzato anche dai piani di aumento della spesa pubblica tedesca.
All'origine di questa rinnovata volatilità, ci sarebbe il fatto che i mercati temono una nuova impennata di inflazione, dettata dai costi elevati di energia e, di conseguenza, una nuova politica di alti tassi della BCE, cosa che, verosimilmente potrebbe contenere l’inflazione ma, allo stesso tempo, deprimere la crescita economica.
Perché è importante
Perché, se la guerra e la condizione di instabilità economica e crisi inflattiva che sembra destinata a scaturirne, dovessero perdurare, quel che potrebbe verosimilmente succedere potrebbe essere un avvitamento: ossia una condizione nella quale, tassi elevati e crescita lenta si alimentano l’uno con l’altro, portando i livelli di debito fuori controllo.
E adesso?
I governi stanno adottando varie strategie divergenti per mitigare l'impatto dei prezzi energetici, destreggiandosi tra necessità elettorali e rigore finanziario. Ma non è chiaro quanto questi possano essere nei fatti efficaci. Soprattutto non è chiaro quanto a lungo queste misure possano durare.
Il Financial Times, che cita il think tank Bruegel, rileva che sebbene in passato siano stati stanziati 651 miliardi di euro per proteggere i consumatori europei, l'attuale capacità di spesa è drasticamente ridotta, dal momento che i governi affrontano "esigenze concorrenti", tra cui l'aumento della spesa per la difesa, in un contesto di bilanci già limitati. La soluzione ideale, che però sembra farsi di ora in ora meno probabile, sarebbe una conclusione della crisi in Iran.