News & BusinessCAMBIAMENTO DEMOGRAFICO
Invecchiamento globale non è una crisi: una leva economica sottoutilizzata?
Cosa è successo?
Secondo l’analisi Goldman Sachs The Path to 2075, l’invecchiamento della popolazione globale non sta producendo il “collasso demografico” spesso evocato. Nei Paesi sviluppati, la quota di popolazione 15–64 anni è già scesa dal 67% (2000) al 63% e arriverà al 57% entro il 2075. Tuttavia, nello stesso periodo la durata media della vita lavorativa è aumentata più rapidamente dell’aspettativa di vita: +4 anni dal 2000 a oggi, compensando gran parte del calo demografico.
Perché è importante?
Il dato chiave è qualitativo, non solo quantitativo: “70 è il nuovo 53”. Le capacità cognitive e fisiche degli over-70 oggi equivalgono a quelle di persone molto più giovani vent’anni fa. Questo riduce il peso reale dei dependency ratio e sposta il focus da una “aging economy” a una “longevity economy”, con effetti positivi su occupazione, produttività e sostenibilità dei sistemi pensionistici europei.
E adesso?
Per Italia ed Europa la priorità non è fermare l’invecchiamento, ma adattare lavoro, welfare e formazione: carriere più lunghe e flessibili, reskilling continuo, maggiore partecipazione femminile e uso mirato di AI e automazione. Se governata bene, la transizione demografica può sostenere crescita e stabilità fino al 2075, anziché frenarla.