News & BusinessCAMBIAMENTO DEMOGRAFICO
Invecchiamento e farmaci: la politerapia diventa la nuova normalità
Cosa è successo?
Il Rapporto OsMed 2024 dell’Agenzia Italiana del Farmaco conferma che l’invecchiamento della popolazione è il principale motore della domanda farmaceutica in Italia. Gli over 65 assorbono oltre il 50% della spesa e dei consumi complessivi di farmaci e il 97,4% di loro ha ricevuto almeno una prescrizione nel 2024. La politerapia è ormai diffusa: il 68,1% assume cinque o più principi attivi, il 28,3% arriva a dieci o più, e un terzo rientra nella definizione di politerapia cronica. Tra gli ultra-85enni, questa quota sale al 43,7%, segnalando un’intensità terapeutica crescente con l’età.
Perché è importante?
Questi numeri indicano che il sistema farmaceutico non è più guidato solo da dinamiche di costo, ma da una complessità clinica strutturale. La politerapia aumenta il rischio di interazioni, eventi avversi e ospedalizzazioni evitabili, trasformando l’uso dei farmaci in una questione di sicurezza e resilienza del Servizio sanitario. In un contesto di forte invecchiamento, l’efficienza non dipende tanto dal numero di prescrizioni, quanto dalla loro appropriatezza complessiva.
E adesso?
Le tendenze demografiche rendono centrali politiche attive di revisione terapeutica, deprescrizione e rafforzamento della farmacologia geriatrica. La gestione del farmaco deve spostarsi verso modelli proattivi e multidisciplinari, capaci di ridurre rischi clinici e migliorare qualità di vita, perché l’invecchiamento renderà la complessità terapeutica la regola, non l’eccezione.