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In Ue 2,5 mld di danni da incendi, mentre arriva la riforma sui sostegni agricoli: fino a 100 mila euro per azienda

Cosa è successo
Il 27 aprile 2026 a Lussemburgo si è riunito il Consiglio Agricoltura e Pesca dell'Ue, presieduto dalla ministra cipriota Maria Panayiotou con il Commissario Christophe Hansen. Tre i temi in agenda:
- Il futuro della PAC dopo il 2027, con focus sulle scelte chiave per il sostegno al reddito degli agricoltori nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2028-2034. La proposta della Commissione introduce un sostegno al reddito degressive e per superficie (DABIS), con un tetto di 100.000 euro per azienda all'anno, sostegno dedicato a giovani agricoltori e donne, e l'esclusione progressiva dei beneficiari in età pensionistica entro il 2032;
- Il ruolo dell'agricoltura e della gestione forestale nella prevenzione degli incendi. Nel 2025 nell'Ue sono bruciati oltre un milione di ettari, una superficie più grande di Cipro, con danni economici annui stimati in 2,5 miliardi di euro;
- La situazione dei mercati agricoli, con particolare attenzione all'impatto della guerra in Ucraina, ai costi energetici e all'aumento dei prezzi di carburante, fertilizzanti ed elettricità sulle imprese agricole.
Perché è importante
I tre dossier sono distinti ma convergono su un unico problema di fondo: la tenuta economica del settore agricolo europeo sotto pressioni simultanee. Il tetto DABIS a 100.000 euro e le regole di degressività puntano a redistribuire risorse oggi concentrate nelle aziende più grandi, ma rischiano di penalizzare proprio le strutture produttive che contribuiscono di più alla sicurezza alimentare. Il nodo è aperto: i ministri sono stati chiamati a dare orientamenti senza vincolare l'esito dei negoziati sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP 2028-2034), il bilancio settennale dell'Ue che fissa i tetti di spesa per tutte le politiche europee, inclusa la PAC, e che è ancora in corso di negoziazione.
Sul fronte incendi, i dati del 2025 confermano che il fenomeno non è più circoscritto al Sud Europa ma coinvolge anche regioni centrali, nordiche e orientali, con un'accelerazione legata al cambiamento climatico e all'abbandono delle pratiche tradizionali di gestione del territorio. La PAC è lo strumento principale disponibile per incentivare la prevenzione.
E adesso?
- Il Consiglio non ha adottato conclusioni formali: l'obiettivo era raccogliere orientamenti politici per proseguire i negoziati. Sul fronte PAC, il passaggio decisivo resta quello del MFF 2028-2034, ancora in negoziazione, senza un accordo sul bilancio complessivo, le scelte sul DABIS restano sospese. Sulla prevenzione degli incendi, la Commissione ha pubblicato una comunicazione sulla gestione integrata del rischio che dovrà tradursi in misure concrete all'interno della futura PAC e dei fondi strutturali;
- Sul mercato, i ministri hanno chiesto alla Commissione di continuare a monitorare la situazione e fornire aggiornamenti. Per l'Italia, tra i Paesi più esposti sia al rischio incendi sia alla variabile dei costi energetici in agricoltura, il MIMIT e il MASAF hanno interesse a presidiare entrambi i tavoli, in particolare sulla definizione dei criteri di accesso al DABIS per le strutture produttive medio-grandi.