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Il voto del Parlamento Ue sul Turnberry Deal

3 min di lettura

Cosa è successo

Giovedì 26 marzo il Parlamento europeo ha votato rispetto al "Turnberry Deal", ossia l’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione europea mediato, la scorsa estate, tra Ursula von der Leyen e Donald Trump.
L’accordo prevedeva imposizioni di dazi a parte degli Usa sulle merci Ue fino a un massimo del 15% (più altre tariffe, più alte, rispetto a merci più strategiche, cioè l’alluminio).
L’accordo, in realtà, oltre a essere lesivo dei precedenti rapporti commerciali di sostanziale libero scambio tra Usa e Ue, è stato anche superato, nei fatti, dalla sentenza della Corte Suprema statunitense che ha stabilito che tra i poteri del Presidente non c’è quello di imporre dazi, prerogativa in capo al solo Congresso.
Alla luce di tutto questo, il Parlamento avrebbe anche potuto non votare il Turnberry Deal, lasciando che la cosa cadesse.
In realtà però l'Eurocamera ha voluto votare per introdurre rigorose clausole di salvaguardia, per assicurarsi che i rapporti commerciali tra Stati Uniti e Ue siano vincolati al pieno rispetto degli impegni da parte statunitense. Una necessità che si è fatta stingente dopo la crisi Groenlandia.

Perché è importante

Sia per i contenuti stessi del voto, sia per il loro significato politico.
Partiamo da quest’ultimo, il cui senso è quello di una radicata sfiducia europea nei confronti del suo partner storico degli Stati Uniti. Il voto di ieri non si è limitato a stabilire le condizioni di un accordo, ma ha chiarito quali sono le condizioni alla luce delle quali nessun accordo potrebbe essere possibile.
In particolare ha introdotto:

  • Clausola dell'Alba (Condizionalità di Entrata in Vigore)
    Gli accordi non entreranno in vigore fino alla riduzione dei dazi USA sui prodotti UE con un contenuto di acciaio e alluminio inferiore al 50%, portandole a un massimo del 15%.

  • Clausola di Sospensione
    Questa clausola permette all'UE di revocare le preferenze commerciali qualora gli Stati Uniti adottino comportamenti ostili, quali:

  • Imposizione di dazi aggiuntivi superiori al limite concordato del 15%.

  • Introduzione di nuove tariffe sui prodotti UE.

  • Azioni di coercizione economica o minacce all'integrità territoriale e alla politica estera degli Stati membri.

  • Discriminazione degli operatori economici dell'UE.

  • Clausola di Tramonto (Sunset Clause)
    Il regolamento principale avrà una validità limitata fino al 31 marzo 2028. Qualsiasi proroga richiederà:
    Una nuova proposta legislativa.
    Un'accurata valutazione d'impatto sugli effetti economici del regolamento.

  • Meccanismo di Salvaguardia
    La Commissione europea è incaricata di monitorare i flussi di importazione. Se le importazioni statunitensi dovessero causare gravi danni all'industria europea — identificati, ad esempio, da un incremento del 10% in una specifica categoria di prodotti — le tariffe preferenziali potranno essere sospese temporaneamente.

E adesso?

Molto dipenderà da se e come Donald Trump riuscirà a confermare i dazi imposti negli ultimi mesi. Al momento non sembra verosimile ci riesca, a meno di escamotage politici. Con l'adozione di questa posizione, il Parlamento europeo è pronto ad avviare i negoziati con il Consiglio per definire la forma finale della legislazione. L'obiettivo è bilanciare l'apertura commerciale prevista dall'Accordo di Turnberry con la necessità di una difesa commerciale robusta contro eventuali inadempienze dei partner transatlantici.

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