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Il Sottosegretario alla Difesa Emil Michael chiude ad Anthropic, e lascia cadere la foglia di fico

2 min di lettura

Cosa è successo

Emil Michael è andato su CNBC per chiudere il caso Anthropic. Lo ha chiuso davvero: "there’s no chance", ha detto, lasciando intendere che il Pentagono non riaprirà alcuno spiraglio. Poi ha provato a giustificare la designazione di Anthropic come supply-chain risk sostenendo che Claude, con la sua “constitution” e le sue policy preferences, rischierebbe di “inquinare” la supply chain del Dipartimento della Difesa.
Claude, nel frattempo, continua a essere usato. Il Pentagono lo definisce un rischio per la supply chain, ma ammette di non poterlo rimuovere overnight. Il phase-out richiede mesi, i contractor continuano a lavorarci, e le eccezioni non sono neppure escluse. Una minaccia farsesca; abbastanza seria da marchiare il fornitore, non abbastanza seria da smettere subito di usarlo.

Perché è importante

Va da sé che, se il problema fosse realmente questo, non varrebbe solo per Anthropic: tutti i frontier model hanno guardrail, scelte di post-training, limiti incorporati, una certa idea di che cosa sia una risposta accettabile. Anthropic la chiama constitution; gli altri usano nomi diversi. Ma la sostanza è la stessa.
Nel tentativo di difendere il Pentagono, Michael ha finito per rendere manifesto il punto vero della vicenda, di cui parliamo da giorni. Non i terms of use o le red line poste da Anthropic — il problema è che il governo non vuole dipendere da un frontier model il cui giudizio incorporato, i cui guardrail e il cui margine di autonomia restano, almeno in parte, nelle mani del vendor.
La preoccupazione è del tutto legittima, dacché portare dentro funzioni sensibili dello Stato sistemi probabilistici che non eseguono soltanto istruzioni — ma incorporano criteri di risposta, limiti operativi e scelte di allineamento definite altrove — ha i suoi margini di rischio. Sono gli strumenti coercitivi dispiegati per far valere il punto ad essere sbagliati.

E adesso?

Il rapporto tra Stato e frontier lab sta cambiando tono. Il governo americano non vuole più soltanto accesso ai modelli migliori: vuole crescente influenza su guardrail, varianti, post-training e limiti operativi. Non solo uso del modello, insomma, ma pezzi sempre più ampi di sovranità sul modello.
Michael voleva chiudere il caso Anthropic, e forse ci è riuscito (in attesa di sapere come si pronunceranno le corti). Nel farlo, però, la partita vera è appena cominciata: non tra Pentagono e Anthropic, ma tra lo Stato e i laboratori privati da cui ormai dipende una parte crescente della sua infrastruttura.

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