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Il Regno Unito vuole recuperare fino al 90% del valore dei contratti di difesa esteri obbligando i fornitori stranieri a investire in fabbriche in patria

Cos’è successo
Il Ministero della Difesa britannico (MoD) sta per lanciare una nuova “Offset Policy” che obbligherà le aziende di difesa straniere a creare posti di lavoro e investimenti nel Regno Unito se vorranno aggiudicarsi contratti militari nel Paese. La politica richiederà “restituzioni” concrete: apertura di fabbriche, programmi di apprendistato, uso di fornitori britannici o altri investimenti diretti.
L’iniziativa si inserisce nella strategia del governo Starmer-Healey di “Back British Defence”, già vista con il fondo Defence Unicorns (£20 milioni per 13 startup) e lo sblocco di £6 miliardi per il programma anglo-italo-nipponico GCAP per un caccia di 6a generazione. Fino a oggi molte commesse finivano a fornitori esteri (USA, Europa, Israele) con benefici limitati per l’industria nazionale; la nuova politica cambierà le regole del gioco. Da una parte, il governo vuole aumentare le spese in difesa ma, dall'altra, vuole ridurre la dipendenza da supply chain estere
Perché conta
Questa Offset Policy -- abbastanza comune in tutti i Paesi -- rappresenta un cambio di paradigma per il Regno Unito che, in passato, sia per esigenze strategiche che per rapporti con alleati privilegiati, ha acquistato beni della difesa dall'estero senza richiedere un diretto ritorno industriale. Secondo Make UK Defence, che rappresenta oltre 700 PMI del settore, gli offset potrebbero permettere fino al 90% del valore economico dei contratti esteri di tornare nell'economia britannica nell'arco di dieci anni. A titolo di confronto, il Canada richiede già che i contractor esteri realizzino attività economica equivalente al 100% del valore del contratto.
- In teoria, la politica dovrebbe rafforzare la base industriale domestica e sostenere l'approvazione del governo; in pratica, la "Offset Policy" potrebbe creare frizioni con alleati, portare a rallentamenti in programmi di acquisto e aumentare i costi dei programmi esistenti e futuri;
- Non è chiaro, inoltre, quanto estesa sia la nuova policy: è infatti realistico immaginare che in alcuni casi sia molto difficile ottenere questi ritorni industriali, con conseguenze non ideali (o una sconfessione dell'intera politica o un aumento vertiginoso dei costi)
Adesso
- Il Ministero della Difesa britannico finalizzerà e annuncerà ufficialmente la policy entro le prossime settimane; i primi contratti post-Offset includeranno probabilmente clausole vincolanti già nei bandi estivi 2026;
- Bisognerà vedere i prossimi contratti se e come verranno firmati per capire la direzione intrapresa. È possibile che il governo, in difficoltà nei sondaggi (anche sul e per il tema difesa) accetti costi maggiori a lungo termine per un ritorno politico-elettorale immediato;
- Da osservare con attenzione i rapporti industriali con l'estero nel settore difesa, in particolare Stati Uniti (Lockheed Martin), Italia (Leonardo), Francia (Thales) e Israele.