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Il numero di agricoltori in Ue è calato del 37% in 20 anni: in gioco il futuro del settore che vale 214 mld

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Il numero di agricoltori in Ue è calato del 37% in 20 anni: in gioco il futuro del settore che vale 214 mld

Cosa è successo

Il 30 aprile il Parlamento europeo vota in plenaria la relazione d'iniziativa 2025/2053(INI) sul futuro sostenibile del settore zootecnico dell'Ue. Il rapporto affronta tre assi tematici:

  • Sicurezza alimentare;
  • Resilienza dei produttori;
  • Gestione delle malattie animali.

I numeri del settore: nel 2023 la produzione zootecnica europea ha generato 214,3 miliardi di euro, pari al 40% della produzione agricola totale dell'Ue, con un comparto di 133 milioni di suini, 74 milioni di bovini e circa 1,63 miliardi di volatili. Il voto in plenaria arriva mentre la Commissione ha già avviato un workstream dedicato alla zootecnia, in seguito alla comunicazione “Vision for Agriculture and Food” del febbraio 2025.

Perché è importante

La relazione fotografa una crisi strutturale silenziosa: negli ultimi dieci anni l'Ue ha perso l'8,1% del patrimonio suinicolo, l'8,7% di quello bovino, il 9,4% degli ovini e il 16,3% dei caprini. In vent'anni, il numero di agricoltori europei si è ridotto del 37% e il reddito per ettaro è calato del 12%.

  • Il documento non si limita alla difesa corporativa del settore: ricorda che la zootecnia è ancora l'unica attività economica vitale in ampie aree montane e rurali a rischio spopolamento, che impiega circa quattro milioni di persone e che l'Ue, pur essendo il secondo produttore mondiale di carne (dopo la Cina) e il primo esportatore globale di latticini, è autosufficiente solo al 75% in fonti proteiche grezze;
  • Il rapporto punta il dito contro il “burden legislativo” accumulato negli anni del Green Deal, chiedendo un quadro regolatorio stabile che consenta agli allevatori di pianificare investimenti di lungo periodo. Sul fronte sanitario, propone di spostare il paradigma dalla macellazione di massa alla vaccinazione e alla biosicurezza come strumenti primari di contrasto alle epizoozie, le epidemie che colpiscono gli animali da allevamento.

E adesso?

  • Il voto del 30 aprile non riguarda solo gli allevatori: definirà il mandato politico del Parlamento verso la Commissione nella fase cruciale di ridisegno della PAC post-2027, il principale strumento finanziario con cui Bruxelles sostiene il settore zootecnico europeo. È lì che si deciderà se le misure chieste dal rapporto, dalla revisione dei criteri sanitari alla promozione della vaccinazione in luogo della macellazione di massa, troveranno copertura normativa e risorse concrete.
  • Per l'Italia la posta è alta: i prodotti a indicazione geografica di origine animale rappresentano quasi il 20% di tutte le IG europee.

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