News & BusinessSICUREZZA & RESILIENZA
Il futuro dei conflitti è già “ibrido” (e l’Europa è nel mirino)
Cosa è successo?
Un’analisi NATO Defense College su 109 report di foresight mostra una convergenza sorprendente: il futuro della guerra viene letto quasi sempre attraverso tecnologia e “zona grigia”. L’AI compare in 96 report su 109 (88%) e il cyber in 90 su 109 (83%); anche lo spazio entra stabilmente nello scenario operativo (86/109, 79%). Sul fronte avversari, Russia (60/109, 55%) e Cina (57/109, 52%) dominano nettamente le citazioni.
Perché è importante?
Per l’Europa il punto non è “se” arriverà un conflitto, ma “come” si manifesterà: sotto soglia, persistente, con leve economiche, informative e infrastrutturali. Il “grey zone conflict” è la morfologia più ricorrente (99/109, 91%). E le aree considerate più esposte includono MENA e Asia centrale (71%), Europa centro-orientale (67%) e Indo-Pacifico (49%): triangolo che tocca direttamente energia, rotte e deterrenza UE/NATO.
E adesso?
Priorità: resilienza di sistemi critici e catene logistiche (perché i vincoli—non solo le armi—decidono la tenuta), difesa “multi-dominio” con focus su informazione (83%) e cognitive warfare (67%), e alternative europee credibili su connettività e spazio per ridurre dipendenze operative nei momenti di crisi.