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Il contratto LOAgri stabilizza il lavoro agricolo stagionale e lo apre a pensionati e detenuti

Cosa è successo
Con la Legge di Bilancio 2026, il lavoro occasionale agricolo - LOAgri - ha abbandonato definitivamente il regime sperimentale in cui era rimasto per tre anni, diventando un istituto stabile dell'ordinamento giuridico italiano.
Il LOAgri è un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, della durata massima di dodici mesi, pensato per le attività stagionali legate al ciclo biologico come semina, raccolta, vendemmia e pastorizia. Il limite massimo di prestazioni effettive è fissato a quarantacinque giorni lavorativi: superata questa soglia, il rapporto si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato. Vi possono accedere unicamente categorie tassativamente indicate: disoccupati (inclusi percettori di NASpI, Dis-Coll e assegno di inclusione), pensionati, studenti under 25, detenuti ammessi al lavoro esterno o in semilibertà.
Perché è importante
Il LOAgri risponde a un problema strutturale del settore primario italiano: il reperimento di manodopera per le attività stagionali, aggravato dalla crescente difficoltà di attingere a lavoratori comunitari e dalla rigidità dei contratti standard. Stabilizzarlo normativamente significa offrire alle imprese uno strumento certo, non soggetto a revisione annuale, su cui programmare le campagne produttive.
Il perimetro ristretto delle categorie ammesse rivela però una scelta politica precisa: il LOAgri non è pensato per ampliare il mercato del lavoro agricolo in senso generale, ma per formalizzare l'impiego di soggetti già fuori dal ciclo produttivo ordinario, ovvero disoccupati, giovani studenti, detenuti. I compensi sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sullo stato di disoccupazione e sono cumulabili con il trattamento pensionistico. Il datore di lavoro è tenuto a richiedere l'autocertificazione del lavoratore sulla propria condizione soggettiva e a notificarlo al Centro per l'Impiego: in caso di assunzione di soggetti non ammissibili, la sanzione va da 500 a 2.500 euro.
E adesso?
La stabilizzazione del LOAgri è solo il primo passo. Rimane aperta la questione della sua effettiva adozione da parte delle imprese agricole, che dipende in larga misura dalla diffusione delle informazioni tra datori di lavoro e dalla disponibilità di lavoratori nelle categorie ammesse. Il limite dei quarantacinque giorni è calibrato sulle esigenze delle colture a raccolta concentrata - ortofrutticolo, vitivinicolo - ma rischia di risultare insufficiente per aziende con cicli produttivi più distribuiti. I contratti collettivi nazionali e provinciali rimangono il riferimento obbligatorio per la determinazione del compenso: le associazioni di categoria, Confagricoltura inclusa, avranno un ruolo decisivo nell'orientare i datori di lavoro nell'applicazione corretta dello strumento.