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Il Congresso Usa approva sanzioni alla Russia e dazi fino al 100% su chi compra il suo petrolio

Cos’è successo
Il Congresso degli Stati Uniti ha completato mercoledì l'iter del "Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act", la legge sulle sanzioni alla Russia che il defunto senatore repubblicano - da cui prende il nome - aveva presentato quasi un anno e mezzo fa: dopo il via libera del Senato il mese scorso, è arrivato anche quello della Camera, e il testo passa ora al presidente Donald Trump per la firma. Alla Camera la legge ha ottenuto 262 voti a favore contro 159 contrari, con 58 deputati democratici che hanno rotto con la propria leadership per votare insieme a quasi tutti i repubblicani; al Senato era passata con margine ancora più ampio, 86 voti a favore contro 11.
La legge colpisce direttamente i settori energetico e della difesa russi, oltre alla cosiddetta "flotta ombra" di petroliere che aggirano le sanzioni già in vigore, con l'obiettivo dichiarato di privare Mosca dei fondi con cui finanzia la guerra in Ucraina. Allo stesso tempo, autorizza il presidente Trump a imporre dazi fino al 100% su Cina, India e su qualunque altro Paese continui a comprare petrolio e gas russi, ed estende le sanzioni già esistenti contro l'Iran.
Perché conta
- È la legislazione più rilevante sul fronte ucraino approvata dal Congresso da quando i repubblicani controllano entrambe le Camere, segno che il sostegno bipartisan a Kiev resta solido nonostante le resistenze della Casa Bianca a normative vincolanti in materia di sanzioni;
- Il provvedimento concede però a Trump grande discrezionalità: una clausola sull'"interesse nazionale", contestata duramente dai democratici, gli permetterebbe di non applicare le sanzioni quando lo ritenga opportuno, un margine che secondo i critici rischia di indebolire la legge nella pratica;
- I dazi fino al 100% rappresentano una leva economica potenzialmente enorme, capace di colpire non solo la Russia ma anche partner commerciali Usa come India e Cina, in un momento in cui Washington deve già gestire tensioni commerciali su più fronti.
Adesso
- La vera partita si sposta ora sull'applicazione: sarà la Casa Bianca, con ampio margine discrezionale, a decidere caso per caso se e quando attivare le sanzioni e i dazi previsti dalla legge.
- Le elezioni di metà mandato di novembre restano sullo sfondo: diversi repubblicani temono il contraccolpo politico di nuovi dazi in un contesto di prezzi al consumo già sotto pressione, un fattore che potrebbe condizionare l'attuazione pratica del provvedimento.