News & BusinessPolitica Internazionale
Il caso della petroliera della flotta ombra fermata a Pantelleria fa luce su 40-50 spegnimenti anomali di transponder al mese nel Canale di Sicilia

Cos’è successo
Domenica 2 agosto, le acque a ovest di Pantelleria sono state teatro di un'operazione della missione europea Eunavfor Med Irini contro il traffico petrolifero legato alla cosiddetta "flotta ombra" russa. Irini è la missione navale dell'Unione europea nel Mediterraneo nata originariamente per sorvegliare l'embargo delle armi imposto dall'Onu alla Libia, ma il suo mandato è stato recentemente ampliato per consentire anche controlli sulle navi sospettate di aggirare le sanzioni sul petrolio russo attraverso l'uso di bandiere false.
Il pattugliatore Thaon di Revel della Marina Militare italiana ha fermato e ispezionato la petroliera Toa Payoh, sottoposta a sanzioni dell'Unione europea dal 2024. La nave batte bandiera del Camerun, ma la sua reale appartenenza sarebbe riconducibile ai circuiti che permettono a Mosca di eludere l'embargo imposto dopo l'invasione dell'Ucraina. Era partita il 16 luglio dal porto di Cotonou, in Benin, diretta a Istanbul, quando è stata intercettata al largo dell'isola siciliana, in acque internazionali.
Le operazioni non sono state semplici: secondo il ministero della Difesa, il comandante della Toa Payoh inizialmente non avrebbe fornito la collaborazione richiesta, tanto da rendere necessario l'invio di una squadra a bordo tramite elicottero decollato dalla Thaon di Revel. I controlli, durati circa due ore, si sono conclusi regolarmente, con la partecipazione anche di una nave greca e di un aereo da pattugliamento polacco. Mentre il Mediterraneo sembra apparentemente entrare nella pausa estiva, le sue acque restano in realtà teatro di episodi ricorrenti come questo al largo di Pantelleria, che si sono moltiplicati nell'ultimo anno.
Perché conta
L'ispezione a ovest di Pantelleria non è un episodio isolato, ma l'ultimo di una serie di interventi che le marine occidentali stanno conducendo con crescente frequenza contro la flotta ombra di Vladimir Putin.
- La Francia ha condotto almeno 4 abbordaggi da settembre 2025 a oggi: l’ultimo è la petroliera Deliver, abbordata al largo delle coste siciliane il 23 giugno 2026 e denunciata da Emmanuel Macron come una violazione del diritto del mare. Tra le altre figura anche la Tagor, fermata a fine maggio nell'Atlantico con il supporto britannico;
- Su una presenza stabile di almeno 80 navi nel solo Mediterraneo, gli abbordaggi restano ancora una frazione minima: la flotta ombra russa conterebbe tra le 600 e le 1.000 unità operative a livello globale, di cui una componente permanente di almeno 80 solca stabilmente il Mediterraneo, mentre i centri di controllo marittimo europei documentano una media di 40-50 episodi al mese di spegnimento anomalo del transponder AIS nel solo Canale di Sicilia e nello Ionio meridionale, un divario che mostra quanto il contrasto sul campo resti ancora marginale rispetto alla scala reale del fenomeno;
- Il Canale di Sicilia si conferma uno snodo strategico per l'elusione delle sanzioni: le acque intorno a Pantelleria, già cruciali per i flussi migratori dal Nord Africa, si stanno affermando anche come corridoio ricorrente per le rotte energetiche che alimentano il commercio sanzionato di Mosca, che continua a vendere petrolio a Paesi come India e Cina grazie a centinaia di navi vecchie e prive di assicurazione adeguata.
Adesso
- Il ventunesimo pacchetto di sanzioni Ue arriva pochi giorni dopo l'operazione: L'abbordaggio precede di pochi giorni la riunione del Coreper II, prevista per venerdì 7 agosto: si tratta del Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l'Ue, l'organismo che prepara e negozia i dossier prima che arrivino ai ministri per l'approvazione formale in Consiglio. All'ordine del giorno c'è il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che punta a congelare il tetto massimo al prezzo del greggio russo, il cosiddetto price cap introdotto nel 2022 per limitare le entrate petrolifere di Mosca senza bloccarne del tutto l'export, e ad ampliare ulteriormente la lista delle imbarcazioni della flotta ombra a cui viene vietato l'accesso ai porti europei e la fornitura di servizi di trasporto marittimo;
- Le verifiche sulla documentazione della Toa Payoh sono ancora in corso: gli esiti definitivi dei controlli determineranno le conseguenze concrete per la nave e per i circuiti a cui risulterebbe collegata.