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Il blocco navale degli Houthi contro l’Arabia Saudita mette a rischio il 7% dell'offerta mondiale di petrolio

Cos’è successo
Gli Houthi yemeniti, alleati dell'Iran, hanno annunciato un blocco navale contro l'Arabia Saudita, aprendo un potenziale nuovo fronte nella guerra tra Stati Uniti e Iran e aumentando la minaccia alle forniture energetiche e agli scambi commerciali globali ben oltre il Golfo. Nel loro comunicato, le forze armate Houthi, che controllano gran parte dell’area settentrionale dello Yemen, hanno dichiarato "un embargo marittimo contro il nemico criminale saudita, basato sull'equazione dell'occhio per occhio, con effetto immediato", in risposta a quello che definiscono un "assedio ingiusto e oppressivo" imposto allo Yemen dai sauditi. La coalizione a guida saudita in Yemen ha risposto promettendo di reagire con la forza e ha avviato misure di protezione per le proprie navi in transito nello Stretto di Bab el-Mandeb, diventato la principale rotta di esportazione del petrolio saudita dopo la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz.
L'escalation arriva dopo uno dei periodi più letali della guerra per le truppe americane: il Pentagono ha identificato due soldati statunitensi uccisi in un attacco iraniano a una base in Giordania, oltre a resti non identificati che potrebbero appartenere a un terzo soldato disperso, mentre un quarto militare è morto in Iraq settentrionale durante il disinnesco controllato di un drone iraniano abbattuto. Una chiusura totale dello stretto di Bab el-Mandeb ridurrebbe l'offerta mondiale di petrolio del 7%, lasciando bloccata la maggior parte delle esportazioni saudite, un colpo che si sommerebbe al taglio già provocato dalla guerra nel Golfo, che ha ridotto le forniture globali del 10%.
Perché conta
L'annuncio degli Houthi arriva nel momento più delicato dei tentativi diplomatici tra Teheran e Washington, complicando un quadro già fragile.
- La pressione iraniana sugli Houthi, che in generale agiscono con una certa dose di autonomia, era nota da tempo: Teheran aveva già spinto gli Houthi a chiudere l'accesso al Mar Rosso attraverso Bab el-Mandeb se gli Stati Uniti avessero continuato a colpire le infrastrutture energetiche iraniane, rendendo l'annuncio di lunedì una minaccia concretizzata più che una sorpresa;
- I mercati restano cauti nonostante l'escalation: i prezzi del petrolio sono saliti brevemente dopo la dichiarazione, ma sono poi ridiscesi, mentre i trader mantengono la speranza di una svolta diplomatica, anche se i costi assicurativi per il trasporto merci nel Mar Rosso sono aumentati per il crescente rischio alla navigazione mercantile;
- Trump, sotto crescente pressione per il rialzo dei prezzi della benzina negli Stati Uniti dall'inizio della guerra, ha difeso i nuovi attacchi contro l'Iran come un modo per onorare la memoria dei militari americani uccisi, scrivendo su Truth Social che ogni soldato ucciso dall'Iran "sarà ripagato molte volte tanto".
Adesso
- Un possibile cessate il fuoco di 10 giorni è sul tavolo: un alto funzionario iraniano ha riferito a Reuters che Teheran ha ricevuto una proposta dai mediatori per una tregua di 10 giorni, nel tentativo di salvare l'accordo firmato il mese scorso e aprire la strada a un'intesa duratura per porre fine al conflitto iniziato il 28 febbraio, con gli attacchi americano-israeliani contro l'Iran;
- Il Pakistan potrebbe tornare a mediare: il ministro dell'Interno iraniano Eskandar Momeni ha chiesto a Islamabad di riprendere il proprio ruolo di mediazione nel conflitto, recandosi personalmente in Pakistan per ulteriori colloqui, secondo fonti governative pakistane;
- Il fronte libanese si aggiunge al tavolo diplomatico di Washington: il presidente libanese Joseph Aoun incontrerà Trump alla Casa Bianca per presentare un piano sul disarmo di Hezbollah e sul ritiro israeliano dal Libano, mentre Hamas ha nominato il negoziatore Khalil Al-Hayya come nuovo leader complessivo, una mossa che secondo gli analisti potrebbe segnalare una linea più dura verso le richieste di disarmo del gruppo.