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IA: da OpenAI e Google modelli più piccoli, veloci ed economici
Cosa è successo
Nella stessa settimana, OpenAI e Google hanno aggiornato i rispettivi modelli "leggeri". OpenAI ha rilasciato GPT-5.3 Instant, il nuovo default di ChatGPT per tutti gli utenti: allucinazioni ridotte fino al 26,8% sulle query ad alto rischio (medicina, finanza, diritto) quando affiancato dalla ricerca web, 19,7% senza; meno rifiuti su domande a cui il modello avrebbe dovuto rispondere; e un tono meno predicatorio, che la stessa OpenAI ha definito “meno cringe". GPT-5.2 Instant, dall’alto dei suoi ben tre mesi di operatività, andrà in pensione a giugno. Google ha invece lanciato Gemini 3.1 Flash-Lite, pensato per i workload ad alto volume degli sviluppatori: $0,25 per milione di token in input, $1,50 in output, due volte e mezza più veloce del predecessore 2.5 Flash nel tempo alla prima risposta e con un 45% in più di velocità in output. Nei giorni scorsi, poi, anche Alibaba ha svelato la Qwen Small Model Series, con modelli da 800 milioni a 9 miliardi di parametri.
Perché è importante
I due lanci servono target diversi — GPT-5.3 Instant è un prodotto consumer, Flash-Lite un'offerta per sviluppatori — ma convergono sulla stessa priorità: servire intelligenza a volume, abbattendo i costi per query. Con 900 milioni di utenti settimanali e la pubblicità in arrivo, OpenAI ha bisogno che ogni interazione su ChatGPT costi il meno possibile; Google, dal canto suo, deve rendere l'API appetibile per gli sviluppatori che stanno bruciando budget a token. Flash-Lite introduce anche i "thinking levels", ossia la possibilità per lo sviluppatore di calibrare quanta capacità di ragionamento il modello debba usare per ciascun task — un compromesso esplicito tra qualità e costo che riflette la realtà operativa dell'inferenza a scala.
Sul fronte OpenAI, il rilascio arriva in una settimana tutt'altro che tranquilla (le disinstallazioni di ChatGPT negli USA sono aumentate quasi del 300% dopo l'accordo col Pentagono, e Claude ha brevemente superato ChatGPT sull'App Store). Sui numeri delle allucinazioni, OpenAI ha fornito solo miglioramenti relativi, senza baseline assolute: -27% suona bene, ma da quanto a quanto?
E adesso?
Gli aggiornamenti ai modelli Thinking e Pro di OpenAI seguiranno, senza data. Il trend rimane globale e coerente: la corsa non è più solo a chi costruisce il modello più capace, ma a chi riesce a distribuire intelligenza al costo più basso: “intelligence too cheap to meter”.