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Guerra in Iran spinge l’Ue a mobilitare €100 mld per energie rinnovabili e decarbonizzazione

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Guerra in Iran spinge l’Ue a mobilitare €100 mld per energie rinnovabili e decarbonizzazione

Cosa è successo

La guerra in Iran ha provocato il secondo grande shock energetico in cinque anni per l'Unione Europea. I due shock sono stati molto diversi sia per genesi (la guerra in Ucraina e in Iran) e per conseguenze.
Infatti mentre la guerra in Ucraina ha privato l’Ue del suo principale fornitore di gas, ma lo ha fatto in un contesto nel quale comunque, e pur con fatica, era possibile diversificare le forniture, la guerra in Iran si colloca in un contesto nel quale diversificare non sembra possibile, a motivo del fatto che la chiusura di Hormuz sta portando a una riduzione complessiva e planetaria della disponibilità di greggio e gas.

Perché è importante

Entrambe queste crisi, seppure con gravità diverse, hanno reso evidenti due dati di fatto:
• L’inadeguatezza europea rispetto al tema della produzione di energia;
• Il fatto che il potenziamento della produzione da rinnovabili e nucleare non è più e solo, posto che lo sia mai stato, un tema ambientale ma strategico.
In merito a questo, l’istituto Jacques Delors ha messo a punto un report nel quale di ipotizza come lo shock energetico si possa trasformare in un boost per la produzione europea di energia.
In tal senso, il report, indica due strade, una controproducente e una efficace:
• Quella controproducente è quella intrapresa da molti governi (tra cui quello italiano) caratterizzata da misure di emergenza per limitare i prezzi al consumo.

E adesso?

La misura è ritenuta inefficace sul medio e lungo periodo, perché si limita a ‘rattoppare’ la crisi senza creare le consizioni per una sua soluzione e controproducente nel breve periodo, perché attutisce il caro prezzi, con l’effetto di non innescare nessuna riduzione dei consumi.Quella efficace prevede tre pilastri.

• Riduzione obbligatoria dei consumi (smartworking, riduzione limiti velocità, implemento di misure di efficienza energetica)


• Accelerazione dell'Elettrificazione e Segnali di Prezzo: Non solo maggiore spinta su rinnovabili e nucleare ma anche una evidente, tangibile, differenza di prezzo. In questo senso il report va nella direzione diametralmente opposta a quanto chiesto, per esempio, dal governo italiano che, tempo fa, aveva chiesto la sospensione del sistema ETS; secondo il report il sistema ETS non solo non va sospeso, ma confermato e fatto progredire come da programma (se non di più), così da rendere sempre meno negoziabile il passaggio da fonti fossili a alternative.
Poiché comunque il processo, in ogni caso, non sarebbe immediato, il report propone uno stanziamento di BEI che anticipi 100 miliardi di euro di entrate future del mercato del carbonio per finanziare immediatamente la decarbonizzazione industriale e l'elettro-mobilità.


• Sicurezza Geopolitica e Materie Prime Critiche: secondo il report l'UE deve resistere alla tentazione di riprendere le importazioni di idrocarburi russi, nonostante le aperture di Vladimir Putin, per non concedere a Mosca nuove leve geopolitiche. Inoltre, è necessaria una task force per monitorare altre materie prime critiche che transitano per Hormuz, come Elio, fertilizzanti, alluminio.

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