Policy NewsSICUREZZA & RESILIENZA
Groenlandia: convocato un Consiglio Europeo straordinario
Cosa è successo?
La presidenza di turno di Cipro ha convocato una sessione straordinaria del Comitato dei rappresentanti permanenti del Consiglio dell’Unione europea in risposta all’annuncio di Donald Trump. Washington ha comunicato l’intenzione di imporre dazi del 10%, a partire dal 1° febbraio, su tutte le importazioni provenienti da otto Paesi europei (Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia) accusati di “ostacolare” le ambizioni statunitensi in Groenlandia attraverso il dispiegamento di contingenti militari. I Ventisette hanno discusso una risposta comune, riaffermando coesione, solidarietà con Danimarca e Groenlandia, e il rispetto del diritto internazionale, nel quadro della sicurezza artica e della NATO.
Perché è importante?
Per la prima volta dopo anni di tensioni latenti, la competizione sull’Artico entra apertamente nella dimensione commerciale. I dazi diventano uno strumento di pressione geopolitica diretta tra alleati, mettendo in discussione l’accordo commerciale UE–USA e la stessa idea di interesse transatlantico condiviso. La Groenlandia emerge come nodo strategico dove sicurezza, risorse e sovranità territoriale si intrecciano, mentre l’uso di misure economiche coercitive segna un salto di qualità nella politicizzazione delle relazioni commerciali occidentali. Il rischio è una normalizzazione del ricatto tariffario come leva di potere intra-alleanza.
E adesso?
L’UE si prepara a una duplice linea d’azione: mantenere aperti i canali di cooperazione con Washington, ma allo stesso tempo ribadire la disponibilità a reagire contro qualsiasi forma di coercizione economica. Nei prossimi giorni, il confronto si sposterà su quali strumenti attivare (dal coordinamento politico alla risposta commerciale) senza rompere definitivamente il fronte transatlantico. La partita sulla Groenlandia anticipa una nuova fase: l’Artico come teatro centrale di competizione geopolitica, dove unità europea e credibilità strategica saranno messe alla prova ben oltre la questione dei dazi.