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Gli Usa non chiariscono dove sono finiti 13 mld di dollari incassati dal petrolio venezuelano dopo la caduta di Maduro

Cos’è successo
L'amministrazione americana guidata da Donald Trump ha incassato quest'anno oltre 13 miliardi di dollari dalle vendite di petrolio venezuelano, secondo calcoli del Financial Times, ma non ha detto quasi nulla su cosa sia successo a quel denaro. Gli Stati Uniti hanno preso il controllo delle esportazioni petrolifere del Venezuela e sospeso alcune sanzioni dopo aver catturato il presidente Nicolás Maduro a gennaio e insediato la vicepresidente Delcy Rodríguez come nuova leader del Paese. Il petrolio rappresenta circa un quarto del Pil venezuelano, e l'allentamento delle sanzioni avrebbe dovuto dare una spinta importante a un'economia già in crisi, ulteriormente aggravata dai devastanti terremoti del mese scorso.
Il Financial Times ha calcolato i probabili proventi petroliferi venezuelani utilizzando i dati sulle spedizioni di greggio dal Paese raccolti da Kpler, una piattaforma di analisi dei trasporti, e le stime di prezzo di Argus Media per il Merey, il greggio extra-pesante venezuelano, oltre alle qualità Boscan e Hamaca. Il valore dei barili con prezzi disponibili spediti da gennaio ammonta a circa 11,5 miliardi di dollari, cifra che sulla base degli andamenti storici dei prezzi porterebbe il totale complessivo oltre i 13 miliardi. Il governo venezuelano ha creato un sito web per tracciare questi proventi, ma contiene un solo movimento registrato, un trasferimento di 300 milioni di dollari a marzo.
Perché conta
Le versioni fornite da Washington su come vengono utilizzati questi fondi sono cambiate più volte, alimentando i sospetti di una mancanza di trasparenza.
- Le dichiarazioni ufficiali si contraddicono a vicenda: l'ordine esecutivo di gennaio definiva il ruolo americano come puramente "custodiale", con i fondi di proprietà del governo venezuelano, mentre il Dipartimento dell'Energia ha poi affermato che i fondi saranno erogati "a beneficio del popolo americano e di quello venezuelano", e Trump stesso ha dichiarato a giugno che gli Stati Uniti hanno recuperato il costo dell'operazione militare in Venezuela "28 volte" attraverso il petrolio, aggiungendo che gli USA stanno "facendo anche molti soldi";
- La crescita economica venezuelana non riflette l'aumento dei proventi petroliferi: secondo l'economista Francisco Rodríguez del Center for Economic and Policy Research, il tasso di crescita ufficiale del primo trimestre, pari al 2,5%, è il più basso degli ultimi cinque anni, un segnale secondo lui che gli Stati Uniti non hanno trasferito al governo venezuelano la totalità dell'aumento dei proventi petroliferi;
- Il controllo dei fondi viene usato come leva politica su Caracas: funzionari statunitensi hanno ammesso che il controllo dei proventi petroliferi serve a esercitare pressione su Rodríguez, che governa il Paese in parte seguendo le istruzioni di Washington; durante un'audizione al Congresso, il funzionario di Stato Michael Kozak ha dichiarato riguardo ai fondi "sono soldi loro, ma devono ottenere il nostro permesso".
Adesso
- La pressione bipartisan al Congresso sta crescendo: il deputato democratico Joaquin Castro ha accusato l'amministrazione di gestire miliardi di proventi petroliferi venezuelani "senza trasparenza né garanzie", mentre la repubblicana della Florida María Elvira Salazar ha chiesto la pubblicazione dei report sui fondi per "l'importanza della trasparenza su dove va il denaro";
- Solo una parte dei fondi promessi risulta effettivamente tracciata: ad aprile il funzionario di Stato Michael Kozak aveva dichiarato che circa 3 miliardi di dollari di proventi petroliferi erano stati inviati al Venezuela e che KPMG stava verificando i conti bancari, con report trimestrali promessi ma mai arrivati secondo i Democratici della Commissione Esteri;
- I terremoti rendono la questione ancora più urgente: le Nazioni Unite stimano in 37 miliardi di dollari il solo costo dei danni a edifici e infrastrutture, mentre gli Stati Uniti hanno reso disponibili 386 milioni di dollari in aiuti e inviato centinaia di militari per assistere ai soccorsi; il funzionario diplomatico USA a Caracas John Barrett ha confermato questo mese che parte dei fondi petroliferi viene resa disponibile anche per la ricostruzione, senza però specificare l'importo.