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G20 traccia regole globali per l’IA: gli USA restano ai margini, l’Europa può far da guida
Al recente vertice G20 i leader mondiali hanno adottato una dichiarazione per una governance globale dell’Intelligenza Artificiale, ribadendo che IA e gestione dei dati richiedono una visione multilaterale orientata a uno sviluppo “inclusivo e sostenibile”.
Il fatto che la delegazione degli USA non abbia partecipato al summit che e abbia dunque declinato l'invito a sottoscrivere l’accordo assume un valore simbolico: segna la distanza degli USA da un modello normativo globale condiviso, almeno per ora.
Per l’Unione Europea e per altri attori internazionali, l’assenza statunitense può rappresentare un’opportunità per esercitare un ruolo di leadership nella definizione delle “regole del gioco” per l’IA: da regole su trasparenza, sicurezza, diritti digitali e data-governance, fino a standard comuni per interoperabilità e responsabilità. In un contesto globale sempre più frammentato, l’Europa potrebbe emergere come punto di riferimento per un’IA regolamentata secondo principi pubblici ed etici.
Tuttavia, il percorso sarà complesso. L’appello lanciato durante il vertice, che cerca di superare la narrativa di “corsa fra superpotenze tecnologiche”, richiede che gli impegni si traducano in governance strutturata, verificabile e multilivello.
In questo scenario, la partita per definire l’architettura normativa globale dell’IA non è ancora decisa: con gli Stati Uniti ai margini, l’Europa, insieme a potenze emergenti e coalizioni internazionali, può sfruttare il momentum. Ma il risultato dipenderà da quanto saprà trasformare dichiarazioni e principi in standard concreti, efficaci e vincolanti.