News & BusinessTRANSIZIONE ENERGETICA
Fotovoltaico sui tetti: il potenziale nascosto che può rifare il sistema elettrico europeo
Cosa è successo?
Uno studio pubblicato su Nature Energy (Mapping Europe’s rooftop photovoltaic potential with a building-level database) quantifica per la prima volta in modo sistematico il potenziale del fotovoltaico sui tetti in Europa. Utilizzando un database a livello di singolo edificio, gli autori stimano una capacità tecnica installabile di 2,3 TWp, in grado di generare circa 2.750 TWh all’anno con l’attuale efficienza media dei moduli (22%). In uno scenario UE a elettricità 100% rinnovabile al 2050, questo equivale a circa il 40% della domanda elettrica totale. Paesi come Germania (394 TWh) e Francia (432 TWh) potrebbero coprire oltre l’80% della domanda attuale solo con i tetti; altri, tra cui Grecia, Romania e Ungheria, potrebbero superarla.
Perché è importante?
Questi numeri ribaltano la narrazione tradizionale: il rooftop PV non è un complemento marginale alle rinnovabili utility-scale, ma un pilastro di primo ordine del sistema elettrico. La decarbonizzazione potenziale è già “incorporata” nello stock edilizio esistente, di cui l’85–95% sarà ancora in uso nel 2050. Di conseguenza, il vero collo di bottiglia della transizione si sposta: non più disponibilità di suolo o risorse naturali, ma velocità di installazione, integrazione di rete e cicli di ristrutturazione degli edifici.
E adesso?
La sfida per i decisori pubblici è trasformare questo potenziale tecnico in capacità reale. Servono politiche che sincronizzino efficienza energetica, ristrutturazioni e installazione del fotovoltaico, insieme a investimenti in reti e flessibilità. Se attivato su larga scala, il fotovoltaico sui tetti può ridurre la pressione su grandi infrastrutture, rafforzare la sicurezza energetica e rendere la transizione europea più rapida, distribuita e politicamente sostenibile.