Policy NewsTRANSIZIONE ENERGETICA
Europarlamento: presentazione direttiva Just Transition Fund
Cosa è successo?
Oggi al Parlamento europeo si discuterà la proposta legislativa della Commissione finalizzata all’istituzione di una nuova direttiva per gestire l’impatto dei cambiamenti ecologici e tecnologici sul mercato del lavoro. La direttiva si inserisce nel quadro del Just Transition Fund, l’insieme di misure concepite per ridurre al minimo gli effetti potenzialmente negativi sull’occupazione derivanti dalla transizione energetica. La proposta presentata mira a rafforzare la tutela dei lavoratori, garantendo diritti alla formazione, condizioni di lavoro sicure e protezioni contro i licenziamenti, e promuovendo al contempo lo sviluppo economico delle regioni più esposte alla transizione, in particolare quelle con una forte tradizione fossile, come Germania e Polonia.
Perché è importante?
Il Just Transition Fund rappresenta uno degli strumenti chiave per la realizzazione del Green Deal europeo. Nonostante il suo elevato potenziale ambientale ed economico, attraverso il finanziamento di ingenti investimenti nel settore energetico come motore di crescita, il piano è stato accolto con diffidenza dalle opinioni pubbliche delle aree a vocazione fossile, preoccupate per le possibili perdite occupazionali. Questo malcontento è stato in parte intercettato e amplificato da movimenti anti-UE, che hanno assunto posizioni fortemente negazioniste sul clima, come nel caso del partito BBB nei Paesi Bassi o del cosiddetto “Partito degli automobilisti” in Repubblica Ceca. Le nuove misure intendono rispondere a queste preoccupazioni puntando sulla contrattazione collettiva e sul rafforzamento del diritto alla formazione, anche durante l’orario di lavoro.
E adesso?
Il fondo è operativo dal 2019, con una dotazione complessiva di circa 19 miliardi di euro. La proposta di direttiva presentata al Parlamento ne prevede il rinnovo e il rifinanziamento nel prossimo bilancio pluriennale dell’Unione. Poiché si tratta di una direttiva e non di un regolamento, spetterà ai singoli Stati membri definirne l’attuazione concreta, adattandone l’applicazione alle specificità economiche, sociali e produttive di ciascun Paese.