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Europa e informazione: una frattura generazionale sta ridisegnando lo spazio pubblico
Cosa è successo?
Il Flash Eurobarometer – Social Media Survey 2025, pubblicato dalla Commissione europea, fotografa una spaccatura strutturale tra generazioni nel modo in cui i cittadini europei si informano. Tra i giovani 15–24 anni, solo il 49% utilizza quotidianamente la TV per seguire l’attualità, contro il 75% degli over 55. Al contrario, il 65% dei più giovani usa fonti digitali ogni giorno, rispetto al 52% degli over 55. La distanza si amplia sulle piattaforme emergenti: i giovani si informano molto più spesso tramite social media (65% vs 27%), piattaforme video (39% vs 17%) e persino chatbot di AI (18% vs 4%). Non si tratta di una semplice preferenza temporanea, ma di un vero cambio di infrastruttura informativa.
Perché è importante?
Questi dati indicano una “re-platforming” generazionale dell’informazione: le nuove coorti non stanno solo cambiando canale, ma abbandonando l’ecosistema mediatico tradizionale su cui si sono storicamente basate comunicazione politica, istituzionale e giornalistica. Ne deriva un rischio sistemico: messaggi pubblici, campagne informative e persino processi democratici progettati per TV e stampa perdono efficacia presso i giovani, mentre crescono la frammentazione delle fonti, la disintermediazione e l’esposizione a contenuti algoritmici. La legittimità e la capacità di reach delle istituzioni si giocano sempre più su piattaforme che seguono logiche commerciali e tecnologiche, non editoriali.
E adesso?
La risposta non può essere il tentativo di riportare i giovani verso i media tradizionali, ma un ripensamento profondo delle strategie di comunicazione pubblica. Le istituzioni europee e nazionali sono chiamate ad adattare linguaggi, formati e tempi ai nuovi ambienti digitali, senza rinunciare a credibilità e rigore informativo. Allo stesso tempo, diventa centrale investire nell’alfabetizzazione mediatica e digitale, per rafforzare la capacità critica dei cittadini in un contesto dominato da piattaforme e intelligenza artificiale. In gioco non c’è solo l’evoluzione dei media, ma la tenuta stessa dello spazio democratico europeo, sempre più attraversato da ecosistemi informativi paralleli che rischiano di non parlarsi più.