News & BusinessTRANSIZIONE ENERGETICA
Europa e fossili: il ritorno pragmatico tra sicurezza ed emissioni
Cosa è successo?
Negli ultimi mesi Grecia, Italia e Regno Unito hanno rivisto le politiche energetiche, riaprendo ai combustibili fossili. Atene ha concesso la prima licenza offshore dopo oltre 40 anni per esplorazioni nel Mar Ionio, con stime fino a 200 mld m³ di gas. L’Italia ha riattivato 34 permessi esplorativi onshore e offshore dopo la caduta della moratoria del 2019. Nel Regno Unito, la giustizia ha respinto il ricorso contro 28 nuove licenze nel Mare del Nord (valide per esplorazione). Anche grandi operatori, come Shell, segnalano maggiore interesse upstream se autorizzate nuove trivellazioni.
Perché è importante?
Il riavvicinamento ai fossili riflette la tensione strutturale tra sicurezza energetica, costi e obiettivi climatici. Dopo crisi e volatilità dei prezzi, i governi adottano un approccio pragmatico, riconoscendo che la transizione non è lineare.
E adesso?
La sfida è evitare il lock-in fossile: ogni licenza esplorativa mette alla prova la coerenza con la neutralità climatica al 2050. Serviranno limiti chiari, tempi certi e investimenti paralleli in reti, storage e alternative low-carbon.