News & BusinessTRANSIZIONE ENERGETICA
Energia e risorse: la transizione diventa una questione di sicurezza
Cosa è successo?
Il Project Finance Report 2026 mostra un cambio di asse nella transizione energetica: energia, minerali critici e geopolitica stanno convergendo. Il project finance non finanzia più solo asset verdi, ma sempre più sicurezza energetica e industriale. Non a caso, il 39% degli operatori segnala una forte crescita dei progetti legati a mining e risorse naturali, mentre la domanda globale di minerali critici è attesa raddoppiare entro il 2030. Il dato strutturale è la concentrazione del rischio: circa il 90% della capacità di raffinazione dei minerali critici è oggi in Cina. Questo spinge UE e Americhe a finanziare non solo nuova estrazione, ma anche processing, logistica e supply chain integrate, trasformando il project finance in uno strumento di politica industriale.
Perché è importante?
La transizione entra in una fase meno idealistica e più strategica. Senza accesso sicuro a litio, rame, nichel e terre rare, elettrificazione, rinnovabili e storage non scalano. Il rischio non è teorico: dipendenze e colli di bottiglia possono rallentare la transizione quanto, o più, delle emissioni. Per questo il capitale si sta spostando verso progetti che riducono la vulnerabilità sistemica, anche se più complessi, capital-intensive e politicamente sensibili. Il messaggio è chiaro: il valore non sta solo nel green premium, ma nella resilienza della catena del valore. Chi controlla input critici controlla il ritmo della transizione.
E adesso?
Nel 2026 il project finance premierà progetti che combinano decarbonizzazione e autonomia strategica. Mining, raffinazione e infrastrutture energetiche diventano “green by necessity”, non per narrativa. La transizione energetica resta una sfida climatica, ma sempre più sarà vinta (o persa) sul terreno della sicurezza economica e geopolitica.