News & BusinessTRANSIZIONE ENERGETICA
Elettrificazione veloce, decarbonizzazione incompleta: il nuovo gap della transizione
Cosa è successo?
Dagli Energy Security Scenarios 2026 di Shell emerge una dinamica chiara: l’elettrificazione avanza molto più rapidamente delle soluzioni per i settori hard-to-abate, creando un divario strutturale nella riduzione delle emissioni. Secondo il report, entro gli anni 2060 solare ed eolico, supportati dallo storage, coprono almeno due terzi della domanda globale di elettricità, mentre il trasporto stradale converge in larga parte verso la trazione elettrica a batteria. Al contrario, i progressi nei comparti più complessi restano limitati: i sustainable aviation fuels rimangono sotto l’1% della domanda di carburante per l’aviazione, l’idrogeno come vettore finale si ferma a meno di 60 Mt/anno entro il 2050, e la decarbonizzazione industriale procede in modo incerto e disomogeneo.
Perché è importante?
Questa asimmetria implica che anche uno scenario con un parco auto interamente elettrico non garantisce, da solo, una riduzione significativa delle emissioni globali di CO₂. I settori industriali pesanti, l’aviazione, lo shipping e la chimica continuano a rappresentare una quota rilevante delle emissioni residue. Il report chiarisce che, in assenza di soluzioni mature e scalabili, la decarbonizzazione complessiva resta incompleta: per questo CCS (carbon capture and storage) e DAC (direct air capture) non diventano pilastri nei prossimi decenni, ma crescono solo più avanti nel secolo, fino a configurarsi come industrie multi-gigatonnellate dopo il 2050.
E adesso?
Il messaggio strategico è che la transizione rischia di diventare sbilanciata: molto efficace nel sistema elettrico e nei trasporti leggeri, ma insufficiente laddove le emissioni sono più difficili da abbattere. Colmare il gap richiede innovazione mirata, politiche industriali dedicate e segnali di prezzo di lungo periodo per sbloccare investimenti in idrogeno, carburanti sostenibili, materiali low-carbon e rimozione della CO₂. Senza questo secondo pilastro, l’elettrificazione resterà una condizione necessaria ma non sufficiente per raggiungere gli obiettivi climatici globali.