News & BusinessTRANSIZIONE ENERGETICA
Elettricità UE: le rinnovabili frenano, emerge il collo di bottiglia del sistema
Cosa è successo?
Il Quarterly Report on European Electricity Markets (Q2 2025) della Commissione europea mostra che le rinnovabili hanno raggiunto una sorta di plateau strutturale. Nel secondo trimestre 2025 hanno coperto il 52% della generazione elettrica UE, esattamente come nel Q2 2024 (301 TWh in entrambi i casi), nonostante l’aumento della capacità installata. Dietro questa apparente stabilità si nascondono forti compensazioni interne: il solare ha segnato un nuovo record trimestrale (98 TWh, +20% a/a), ma l’idroelettrico è crollato del 17% (–18 TWh), l’eolico offshore è sceso del 6% e l’onshore è cresciuto solo marginalmente (+3%). Il deficit di generazione low-carbon è stato colmato in larga parte dal gas, in aumento del 12% (+7 TWh).
Perché è importante?
Il dato segnala un cambio di fase nella transizione energetica europea. Il vincolo non è più la capacità rinnovabile in sé, ma la capacità del sistema di assorbire variabilità climatica, gestire flessibilità e garantire integrazione tra fonti. In assenza di queste condizioni, ogni shock meteo si traduce in un ritorno alle fonti fossili, riducendo i benefici climatici e aumentando l’esposizione ai prezzi del gas. La transizione passa così da un problema di “deployment” a un problema di architettura del sistema elettrico.
E adesso?
La priorità si sposta su accumuli, reti, demand response e strumenti di flessibilità. Senza investimenti rapidi in storage, interconnessioni e gestione intelligente della domanda, l’UE rischia di trasformare il successo delle rinnovabili in una fonte di instabilità. La prossima fase della transizione non si giocherà sui megawatt installati, ma sulla capacità di bilanciare il sistema in modo affidabile e resiliente.