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Dopo le Midterm Usa la Casa Bianca ha tempo fino al 3 gennaio prima che i democratici blocchino la legge sull’AI

Cos’è successo
Alle elezioni di metà mandato del 3 novembre i democratici hanno conquistato ampie maggioranze in entrambe le Camere del Congresso americano. Per il 56% degli elettori, secondo un exit poll di NBC, l'AI e i data center sono stati un fattore "cruciale o importante" nel voto (il Financial Times ricorda che hanno influito anche l'inflazione e la guerra con l'Iran), e in tutto il Paese sono passate decine di moratorie locali sui nuovi impianti. Leading the Future — il super PAC (un comitato che può spendere senza limiti per le elezioni) finanziato fra gli altri dai fondatori del fondo Andreessen Horowitz e dal presidente di OpenAI Greg Brockman — ha perso in South Carolina quella che la newsletter specializzata Transformer definisce l'unica corsa competitiva in cui era sceso in campo. Sull'intero ciclo, scrive TIME, hanno speso di più i gruppi favorevoli a regole più severe, fra cui quelli legati a Public First Action, la non profit a cui Anthropic ha versato oltre $40 milioni (vincolati ad attività non elettorali; i dipendenti hanno donato a parte altri $5 milioni per la campagna).
Il nuovo Congresso si insedierà il 3 gennaio. Dal 9 novembre si riuniranno per l'ultima sessione la Camera e il Senato uscenti, entrambi a maggioranza repubblicana, e fino al cambio di legislatura Ted Cruz resterà presidente della commissione Commercio del Senato, competente su gran parte delle leggi sull'AI. Cruz sostiene il quadro con cui a marzo la Casa Bianca ha chiesto al Congresso una legge federale che prevalga su quelle degli Stati (la cosiddetta preemption), perché gli Stati "non dovrebbero poter regolare lo sviluppo dell'AI". Da gennaio la commissione dovrebbe passare alla democratica Maria Cantwell, che a ottobre ha proposto fra l'altro standard di sicurezza vincolanti e test continui per i modelli di frontiera.
Perché conta
Il voto chiude — salvo sorprese nelle ultime settimane della legislatura — la strada che la Casa Bianca e buona parte dell'industria avevano scelto per togliere agli Stati le regole sull'AI. Da gennaio una legge che le scavalchi, se arriverà, dovrà essere scambiata con regole federali vere sulla frontiera, e la trattativa si sposterà su chi abbia l'ultima parola sul rilascio di un modello.
- I repubblicani e la Casa Bianca hanno già provato due volte a togliere agli Stati le regole sull'AI. Nel luglio 2025 il Senato ha cancellato per 99 voti a 1 la moratoria decennale sulle leggi statali inserita nella legge di bilancio, e quattro mesi dopo, davanti all'opposizione dei democratici, una clausola simile è rimasta fuori dalla legge annuale sulla difesa. Le settimane fino al 3 gennaio sono l'ultima occasione, almeno per due anni, in cui i repubblicani controllano il calendario e possono agganciare una clausola del genere alle leggi che il Congresso deve comunque approvare. Al Senato, però, per superare l'ostruzionismo servono 60 voti su 100; I democratici (47 con i due indipendenti alleati) hanno già fermato quella manovra un anno fa, e a due mesi dalla maggioranza hanno ancora meno motivi per lasciarla passare. Nel nuovo Congresso la prevalenza potrà tornare sul tavolo solo come contropartita, e Cantwell ne ha già indicato il prezzo, cioè tutele per i cittadini al posto delle leggi statali scavalcate;
- Il progetto federale presentato da OpenAI a giugno offre già una parte della contropartita: valutazioni obbligatorie prima del rilascio, audit indipendenti e segnalazione degli incidenti, in cambio della prevalenza sugli stessi rischi. Affida però al centro federale di valutazione dei modelli (CAISI) il compito di raccomandare, non di bloccare, e lascia l'ultima parola all'azienda. Alla Camera i democratici Sara Jacobs e Don Beyer lavorano invece a un quadro che darebbe al governo il potere di spegnere i modelli che non superano i test. Secondo Transformer, nei primi mesi del 2027 potrebbe passare una legge più severa del FRONTIER Act (la proposta bipartisan presentata a luglio dal repubblicano Jay Obernolte e dalla democratica Lori Trahan), con test obbligatori, approvazione dei modelli più potenti e una prevalenza più stretta. Fra i democratici c'è anche chi — come il neosenatore del Michigan Abdul El-Sayed — ha chiesto una "pausa totale" della frontiera, ma la scelta concreta sarà fra un potere pubblico di blocco e un parere che il lab può non seguire. Per arrivare a una legge serviranno comunque voti repubblicani — se i democratici arrivassero a 56 senatori, per superare l'ostruzionismo ne basterebbero quattro — e la firma di Trump, che dopo una sconfitta del genere potrebbe essere più disposto a concederla;
- Il denaro dell'AI, da entrambe le parti, ha deciso poco. Nella primaria democratica di New York, la sfida più costosa del ciclo fra i super PAC dell'AI, i gruppi pro-regole hanno speso $21,3 milioni per Alex Bores, autore della legge statale sulla sicurezza dei modelli di frontiera, che ha perso contro un cofirmatario della stessa legge. Ne esce però più debole soprattutto l'industria, che sui soldi aveva costruito la sua minaccia ai parlamentari: secondo un sondaggio citato da TIME, tre elettori su quattro sarebbero meno propensi a votare un candidato finanziato da un super PAC dell'AI, prima del voto Brockman e l'investitore Ron Conway hanno fatto marcia indietro su donazioni già promesse, e d'ora in poi, scrive Transformer, i parlamentari avranno meno timore di Leading the Future. OpenAI — che dal 9 novembre dovrebbe presentare nuove salvaguardie obbligatorie per i sistemi più potenti, i suoi "limiti di velocità" — troverà un Congresso che vorrà decidere anche chi le fa rispettare.
Adesso
- Nelle prossime settimane i veicoli da seguire sono due. Il primo è la legge annuale sulla difesa, dove potrebbe tornare la clausola sulla prevalenza. Il secondo è la legge sulla sicurezza dei minori online: il testo approvato a giugno dalla Camera fissa un minimo federale che gli Stati possono superare, il modello opposto a quello della Casa Bianca, ma al Senato la repubblicana Marsha Blackburn ha lavorato con la Casa Bianca a un pacchetto che legherebbe le tutele per i minori alla prevalenza su alcune leggi statali sull'AI;
- Fuori dal Congresso resta la via esecutiva. A dicembre un ordine di Trump ha incaricato una task force del dipartimento della Giustizia di fare causa agli Stati, e il caso del Colorado — la cui legge sull'AI è sospesa da aprile, dopo il ricorso di xAI (l'azienda di AI di Elon Musk) e l'intervento dello stesso dipartimento — dirà fin dove può spingersi la task force. Fino a una legge federale, le regole vincolanti sulla frontiera saranno con ogni probabilità quelle statali, a partire da California e New York. Il ricercatore del Carnegie Endowment Scott Singer — fra gli autori principali del rapporto alla base della legge californiana sui modelli di frontiera — osserva che, se il Congresso restasse bloccato, quello che succede in California governerebbe l'AI "per gli Stati Uniti e per il mondo";
- Da gennaio i democratici avranno le presidenze delle commissioni e il potere di convocare i dirigenti delle aziende, che il presidente del gruppo progressista della Camera Greg Casar vuole sentire sotto giuramento. Entro fine anno, intanto, la commissione democratica sull'AI della Camera consegnerà una tabella di marcia al leader democratico Hakeem Jeffries, probabile prossimo speaker, e da lì si capirà quale linea sulla frontiera il partito vuole portare in aula.