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Dopo i dazi Usa, l'Ue ratificherà l'accordo con il Messico: azzerato il 95% delle tariffe agricole

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Dopo i dazi Usa, l'Ue ratificherà l'accordo con il Messico: azzerato il 95% delle tariffe agricole

Cosa è successo

L'Unione europea e il Messico sono a un passo dalla ratifica di un accordo commerciale e politico che ridisegna una partnership ferma al 2000. La Commissione europea ha presentato al Consiglio la proposta formale di conclusione dell'Accordo Globale Aggiornato (Aga), il testo che sostituisce l'intesa in vigore da un quarto di secolo e che copre tre pilastri:

  • dialogo politico;
  • commercio e investimenti;
  • cooperazione.

Sul versante commerciale, l'accordo liberalizza oltre il 98,7% di tutte le linee tariffarie e azzera il 95% dei dazi messicani residui sui prodotti agricoli. Per la prima volta, le imprese europee potranno partecipare agli appalti pubblici non solo a livello federale messicano, ma anche nei principali Stati della federazione. L'accordo mantiene l'esenzione dai dazi sulle materie prime critiche e vieta monopoli all'esportazione e doppia tariffazione, disposizioni pensate esplicitamente per garantire all'Europa accesso privilegiato alle risorse messicane strategiche per la transizione verde e digitale.

Perché è importante

Il tempismo non è casuale. L'Accordo Globale Aggiornato nasce in un contesto di ridisegno accelerato delle catene di approvvigionamento globali: con i dazi Trump che penalizzano l'Europa sui mercati nordamericani e le tensioni con la Cina sulle materie prime critiche, il Messico diventa un nodo logistico e industriale di prima importanza. Il Paese è già integrato nell'area Usmca con Stati Uniti e Canada, il che lo rende, per le aziende europee, una potenziale piattaforma di accesso indiretto al mercato nordamericano.

  • Sul piano delle risorse, il Messico è uno dei principali produttori mondiali di litio, rame, argento e zinco: le clausole dell'Aga che vietano l'intervento pubblico nella fissazione dei prezzi all'esportazione e i monopoli statali sulle materie prime sono una risposta diretta alle politiche di nazionalizzazione avviate dal governo López Obrador e proseguite con Claudia Sheinbaum. Il costo finanziario stimato per l'Ue è marginale, 18,75 milioni di euro di minori entrate doganali, rispetto alla posta in gioco strategica. L'accordo contiene anche un protocollo anticorruzione inedito negli accordi commerciali europei, con misure vincolanti per il settore privato e meccanismi di consultazione in caso di controversie interpretative.

E adesso?

  • Il percorso verso la piena entrata in vigore resta lungo. La proposta deve passare per l'approvazione del Parlamento europeo e poi per la ratifica da parte di tutti i 27 Stati membri, un processo che, come insegna il precedente Ceta con il Canada, può richiedere anni e incontrare veti nazionali su specifici settori sensibili, a cominciare dall'agroalimentare. Per questo l'architettura giuridica prevede un Accordo Interinale separato, che entrerà in vigore prima dell'Aga e ne anticiperà le disposizioni commerciali in attesa della ratifica completa.
  • Nel frattempo, la clausola di riesame impone alle parti di discutere, entro 12 mesi dall'entrata in vigore, eventuali miglioramenti alle norme sulla sostenibilità: sul tavolo c'è anche la possibilità di elevare l'Accordo di Parigi a elemento essenziale dell'accordo, con tutto ciò che ne conseguirebbe in termini di sanzioni in caso di inadempienza climatica. Sul piano geopolitico, il vero test sarà la capacità messicana di mantenere gli impegni presi in materia di accesso alle materie prime critiche.

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