News & BusinessPolitica Internazionale
Dopo 80 anni la Germania dà ai servizi segreti poteri offensivi e possibilità dati conservabili fino a 12 mesi

Cos’è successo
Il governo federale tedesco ha approvato la più ampia riforma dei servizi di intelligence dalla Seconda Guerra Mondiale. Il disegno di legge, presentato dal ministro dell’Interno Alexander Dobrindt, concede alla BND (il servizio estero, come il nostro AISE) e Bundesamt für Verfassungsschutz (BfV, servizio interno, l'analogo del nostro AISI) poteri operativi attivi che finora erano loro preclusi.
I servizi potranno non solo osservare, ma anche intervenire: contrastare cyberattacchi neutralizzando i sistemi degli aggressori, manipolare o cancellare dati, sabotare infrastrutture nemiche in casi di pericolo imminente e, per il BfV, entrare segretamente in abitazioni. Il BND potrà conservare dati di contenuto per 6 mesi e metadati fino a 12 mesi, e usare maggiormente AI e riconoscimento facciale. L’obiettivo dichiarato è portare i servizi tedeschi “a pari livello” con quelli dei partner europei e ridurre la dipendenza dall’intelligence americana.
Perché conta
- Si tratta di un cambio di paradigma per un Paese storicamente vincolato da forti limiti post-totalitari sulla sorveglianza e sull’azione dei propri servizi segreti, sia all'estero che all'interno;
- La riforma rafforza la capacità di risposta a minacce ibride russe (sabotaggio, cyber, spionaggio) e aumenta l’autonomia strategica tedesca ed europea, anche se va valutato come ciò possa impattare la cooperazione con altri Paesi, in positivo e negativo. Non è infatti detto che le maggiori capacità di intelligence tedesche verrano condivise con dei partner, anche per paura che queste informazioni finiscano (per colpa, dolo o debolezze strutturali) in mano agli avversari;
- Ovviamente, la riforma solleva delle importanti questioni costituzionali e di privacy, aprendo un dibattito interno su controlli e bilanciamento tra sicurezza e diritti fondamentali, un tema delicato e sensibile in tutti i Paesi, ma soprattutto in Germania.
Adesso
- Il testo dovrà essere approvato dal Bundestag (previsto per il 2026-2027) e dovrà superare eventuali ricorsi costituzionali. I due passaggi non sono scontati e soprattutto potrebbero portare a importanti modifiche, in positivo o in negativo;
- I servizi dovranno costruire le capacità operative, le procedure interne e i meccanismi di controllo previsti dalla riforma. Bisogna ricordare a tal proposito che, fino al 2022, i servizi tedeschi erano penetrati a vari livelli dalla Russia e forse anche da altri attori;
- La Germania acquisirà uno strumento più aggressivo di intelligence, con possibili effetti a cascata sulla cooperazione europea e sul ruolo di Berlino nella difesa ibrida del continente. Un tema centrale riguarda a tal proposito sia come Berlino guarderà alla cooperazione con i suoi partner che alle riforme che questi adotteranno in risposta all'iniziativa tedesca. Infatti, senza maggiore counter-intelligence (lotta allo spionaggio avversario sul proprio territorio), è difficile pensare che possa significativamente aumentare la cooperazione intra-europea sull'intelligence.