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Dl Lavoro: il Senato approva con la fiducia la conversione definitiva

Cos’è successo
L'Aula del Senato ha approvato questa settimana la questione di fiducia posta dal governo sul decreto-legge Lavoro, nel testo già licenziato dalla Camera. Il provvedimento, varato dall'esecutivo in occasione del 1° maggio, è così convertito in legge in via definitiva entro la scadenza del 29 giugno. Il voto ha visto 94 favorevoli, 61 contrari e 2 astenuti. La premier Giorgia Meloni ha rivendicato l'approvazione su X, sottolineando l'introduzione del principio del salario giusto, l'intervento sulla disciplina dei rinnovi dei contratti collettivi, gli incentivi alle assunzioni per giovani e donne e il contrasto allo sfruttamento e al caporalato digitale.
Il provvedimento è composto di 30 articoli suddivisi in cinque Capi. Tra le novità introdotte alla Camera e confermate da Palazzo Madama figura la definizione del "trattamento economico complessivo" (Tec) sulla cui base viene individuato il "salario giusto" che le imprese sono tenute a rispettare per accedere ai bonus assunzioni di giovani, donne svantaggiate e disoccupati nelle Zes. Nel Tec rientrano le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, comprese mensilità aggiuntive, indennità fisse, prestazioni di welfare contrattuale e altri istituti definiti dai contratti collettivi, mentre sono escluse le voci discrezionali e variabili riconosciute ai singoli lavoratori. Innalzata anche l'anticipazione forfettaria per i contratti scaduti: entro i primi nove mesi successivi alla naturale scadenza, in assenza di diverse pattuizioni, le retribuzioni sono adeguate nella misura pari al 50% dell'Ipca-Nei, con esclusione di turismo, sanità e sociosanitario, a decorrere dal gennaio 2027 per i contratti scaduti prima dell'entrata in vigore del decreto.
Perché conta
- Il decreto introduce un nuovo perimetro regolatorio per il rapporto tra contrattazione collettiva, incentivi pubblici e contrasto alle forme di lavoro più esposte allo sfruttamento, con specifico riferimento al lavoro tramite piattaforme digitali;
- Per i rider e i lavoratori delle piattaforme digitali è previsto l'accesso esclusivo tramite Spid e Cie o con autenticazione a più fattori, l'obbligo di fornire informazioni sul funzionamento dell'algoritmo e il divieto di cessione dell'account.
Adesso
Con la conversione definitiva del decreto si apre la fase attuativa.