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Dl Lavoro alla Camera: sindacati e imprese divisi su rinnovi contrattuali, incentivi e salario minimo

Cos’è successo
Mercoledì 13 maggio la Commissione Lavoro della Camera ha ascoltato in audizione le principali sigle sindacali e datoriali sul decreto-legge Lavoro attualmente all'esame parlamentare. Sul tavolo sono finiti soprattutto tre nodi: la disciplina dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali, il pacchetto di incentivi per donne e giovani e la definizione del trattamento economico complessivo da applicare negli appalti.
Le posizioni emerse divergono nettamente. Uil e Cgil contestano l'impianto dell'articolo 7, comma 5, ritenendolo lesivo del ruolo della contrattazione collettiva, mentre Cisl chiede una selezione più mirata dei destinatari dei bonus assunzioni. Ugl e Confindustria spingono per regole più chiare sui rinnovi, e Anpit segnala che il vero problema delle imprese è reperire manodopera prima ancora che assumerla.
Perché conta
Il provvedimento tocca nervi scoperti del mercato del lavoro italiano - bassi salari, contratti scaduti, lavoro povero, contratti "pirata" - e le audizioni rivelano quanto sia distante la mediazione tra le parti sociali su come affrontarli.
- Rinnovi contrattuali: Uil e Ugl chiedono che gli aumenti retributivi decorrano dalla scadenza del contratto come incentivo strutturale al rinnovo; Confindustria preferisce invece lasciare la materia alla libera contrattazione tra le parti, segnalando però il problema della revisione dei prezzi negli appalti pubblici;
-Incentivi e fondi: la Cgil denuncia che il miliardo stanziato va interamente alle imprese e nulla ai lavoratori, in un contesto di calo del potere d'acquisto; la Cisl avverte che fuori dal Mezzogiorno i bonus rischiano di finanziare assunzioni che sarebbero comunque avvenute; - Salario minimo e contratti pirata: la Cgil contesta l'assenza di una soglia oraria minima e di criteri certi sulla rappresentatività sindacale; Confindustria invita a distinguere tra chi applica contratti "giusti", comprensivi di previdenza complementare e sanità integrativa, e chi no, affinché il rispetto delle regole sia effettivamente premiato.
Adesso
- Il decreto deve essere convertito in legge entro i termini costituzionali, e nelle prossime settimane la Commissione Lavoro dovrà valutare quali rilievi delle parti sociali tradurre in emendamenti.